mercoledì 29 luglio 2015

Gosford Park



Ieri ho rivisto Gosford Park per la seconda volta in due settimane, in quella che posso ormai auto-diagnosticarmi come sindrome incurabile da amore folle per personaggio immaginario. La ben conosciuta Robert Parks' Syndrome.

Perché non esisti, Robert Parks?

Eccovi la cruda realtà ragazze, così poi non recriminate: questo è un film che, alla prima visione, vi lascerà insoddisfatte. Frustrate. Incazzate. Non risolve domande, delude aspettative e, per le romantiche dentro come noi, al termine fa gridare ma comeeeeee?

È solo guardandolo, e riguardandolo, e riguardandolo, che si assaporano la perfezione, gli incastri e i personaggi, la recitazione meravigliosa, il senso delle domande lasciate sospese... e Robert Parks.

Il mitico, e unico, e solo Robert Parks.

Con tanto di cuoricini ♥♥♥ tutt'attorno

In prima visione Gosford Park mi aveva fatto arrabbiare, non mi aveva spinto a riguardarlo in questi anni; poi si sa come va, una serata tra amiche, un film che è un compromesso borbottato dopo una votazione in cui sei oltraggiosamente in minoranza... e scoppia l'amore che le aspettative della prima visione ti hanno impedito di provare. Vederlo in lingua originale, non perdendomi così le sfumature delle intonazioni, ha probabilmente aiutato.

"I don't know. I don't care."
Oh, questa frase... questa frase.

Ho anche realizzato, come una sorta di epifania, che Robert Parks ha un sacco in comune con il Christopher di Lemonade. Se vedrete il film capirete il perché.

Ma ora veniamo a noi. Come sempre l'incompiuto mi frustra, così...


***ATTENZIONE SPOILER
***ATTENZIONE SPOILER
***ATTENZIONE SPOILER


...vi chiedo aiuto. Liberate la fantasia, o voi fanciulle che avete visto il film. Quale destino immaginate per i personaggi?

Perché non so cosa sarà di te?

Robert secondo me va in America, diventa un giornalista... d'azione magari, visto il suo fisico... legge molto, è intelligente e determinato... che farà ora che è, finalmente, "libero"? Libero dentro, voglio dire. Sollevato dal suo compito.

E Mary? Più difficile, qui, prevedere un'evoluzione. La sua ingenuità, mista ad un'acuta intelligenza (accostamento insolito ma che ci sta), potrebbe portarla ovunque. Forse, se Elsie la ricontatta... Elsie che diventerà un'attrice, ovviamente...

Sgrumble.

...
...
...

Help me!



15 commenti:

  1. Come si fa a pensare se si guarda Clive Owen in questo ruolo? O in qualsiasi altro ruolo, intendiamoci. Assolutamente sì, quando leggevo Lemonade ( e questo sì non si smette di leggere e rileggere tanto è bello), il personaggio di Christopher era Robert Parks

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    1. >> Come si fa a pensare se si guarda Clive Owen in questo ruolo?

      Sottoscrivo... *sbav* *sbav* *sbav*
      Però il romance "mancato" non ti ha fatto gridare di frustrazione? A me da pazzi... AAAAAARGH XD

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    2. La prima volta che l'ho visto, sì. Successivamente però, rivedendolo e ripensandoci, ho realizzato che non era un film da romance, non poteva esserci un lieto fine. Sarebbe risultato "scontato", e non era desiderio del regista :)

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    3. La prima volta che l'ho visto, sì. Successivamente però, rivedendolo e ripensandoci, ho realizzato che non era un film da romance, non poteva esserci un lieto fine. Sarebbe risultato "scontato", e non era desiderio del regista :)

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    4. Sì sì, pienamente d'accordo con te. Per questo dicevo che va rivisto per apprezzarlo, per capire le scelte del regista. E devo dire che in fondo...

      *** SPOILER

      *** SPOILER

      *** SPOILER

      ...neanche io li avrei messi insieme, Robert e Mary; infatti alla fine del post, mentre senza vergogna vi rivelo i miei vaneggiamenti, non c'è l'ipotesi di un riavvicinamento tra i due. Però avrei tanto voluto conoscere il loro destino...

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  2. L'ho visto una volta sola anni fa e non mi ricordo molto e poi l'avevo visto solo in quanto fangirl di Jeremy Northam (di cui ti consiglio assolutamente The Winslow Boy, una storia d'amore camuffata da film giudiziario che più "understated" non si può).

    Paola

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    1. Paola! Paola! Paolaaaaaaaaaaaaaaaaa! Volevo citarlo in fondo al post "Il caso Winslow"!!! Che bello quando si è sulla stessa linea d'onda :) Sì, anche a me lo ricorda, tanto che mi ero ripromessa di rivederlo a breve. Non è solo per la presenza di Jeremy Northam o per l'ambientazione, ma anche per la frustrazione del finale. Non sai "per certo" come vanno a finire i personaggi, il finale è sospeso a mio avviso, come in Gosford Park (che acquista molto in seconda visione, riprovaci a guardarlo se ti capita!)... insomma, il romance non è proprio coronato neanche ne Il caso Winslow, o almeno io ricordo così. Però è moltissimissimo che non lo riguardo, ma rimedierò prestissimo. Poi ne parli con me? :*

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  3. Ah, ma perché hai bisogno della certezza matematica?
    A me basta Jeremy che dice How little you know about men con quel sorriso per essere sicura che si rivedranno e vivranno felici e contenti. :D
    https://www.youtube.com/watch?v=CUJNQJTkngI

    Paola

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    1. >> Ah, ma perché hai bisogno della certezza matematica?

      Eh, non ne ho bisogno solo nei finali troncati dei miei libri... ma per i personaggi degli altri... sìììììììììììììììììììì fatemi vedere sole cuore ammore XD

      Grazie per il link! Non lo guardo subito perché prima vorrei "riscoprire" il film per intero, saranno tipo sei o sette anni che non lo riguardo... forse di più... ma visto che tu dici che basta il sorriso da canaglia dell'avvocato allora basta, perché sono giunta alla conclusione che hai sempre ragione e mi affido a occhi chiusi al tuo giudizio :)

      Spero di riuscire a recuperarlo in inglese, per sentire la recitazione originale che al film darà sicuramente una marcia in più (anche in italiano era caruccio comunque!)

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  4. Anche io l'ho visto una sola volta. Ricordo che mi fece un'ottima impressione, nonostante certe questioni venissero lasciate da risolvere allo spettatore.

    Devo assolutamente riguardarlo, anche perché il film si ispirò idealmente, per ambientazione e rappresentazione delle varie classi sociali, a The shooting party di Isabel Colegate.

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    1. >> il film si ispirò idealmente, per ambientazione e rappresentazione delle varie classi sociali, a The shooting party di Isabel Colegate

      Non lo sapevo! Ma sì, io non posso che consigliare di rivederlo... anche solo per condividere la mia follia ahahah ;)
      A parte gli scherzi, alcune finezze, indizi, richiami si notano solo in un secondo tempo... ad esempio io ieri mi sono accorta che le due sorelle del film si chiamano una Jane, l'altra Lizzie... un caso? Ed è un caso che una abbia usato la ragione nello scegliere la sua strada, e l'altra il cuore, in quello che mi è sembrato un meraviglioso e mescolato omaggio a Jane Austen? Forse le troppe visioni mi hanno mandato in pappa il cervello ma io credo... penso... insomma... due indizi fanno una prova, no?
      ...

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  5. L'ho visto tre volte, forse quattro. E' un formidabile trattato di sociologia della vita non solo inglese degli anni trenta. Vi ho trovato poco romanticismo e un perfetto apartheid sociale: i nobili e carogne al piano di sopra e la servitù relegata in cucina a sognare i sogni dei padroni. Le esistenze non si incrociano mai, tranne quando il nobile o ricco di turno di diletta con la cameriera di turno, salvo poi esiliarla se si ritrova incinta.

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    1. Ciao, Mio Capitano! Prima di rispondere, posso entrare in fase fangirl e dirti che sei davvero il mio capitano da quando ho letto il tuo "Atto d'amore"? Mi è piaciuto moltissimo, non riesco neppure a spiegarti quanto; né perché, dal momento che non è stata una lettura razionale, mi ha colpito dentro e quindi non riesco proprio a metterlo giù in parole; una tale angoscia e persino immedesimazione nel tuo terribile, sgradevole protagonista, in Teresa (splendida!) un amore che non salva, un realismo che mi ha scavato dentro. L'ho sentito, il tuo libro, più che letto. Complimenti davvero, uno dei miei rarissimi 5 stelle (per quello che può valere!)

      Dicevi, sociologia! Sì, in generale i libri/film upstairs/downstairs hanno questo tratto in comune, anche se qui il vivere la vita di altri non ha conseguenze così pervasive e devastanti come ad esempio in "Quel che resta del giorno", libro (e anche film) tra quelli che io considero in grado di cambiarti la vita o almeno il modo di affrontarla.

      Niente romanticismo, dici? Eh, ma Robert Parks smuove i miei ormoni purtroppo, non l'attore Clive Owen, proprio il personaggio interpretato, a mio avviso perfetto. Una piccola tenerezza tra lui e Mary c'è, in effetti, forse un modo per rivendicare indipendenza nei confronti di un mondo che, come dici, si divide tra chi comanda e chi, magari neanche troppo malgrado, scimmiotta i potenti - e del motivo di potrebbe discuterne a lungo :)

      Io trovo un solo difetto al film, ed è l'eccessiva caricatura dell'ispettore, una macchietta troppo esplicita che in qualche modo fa perdere forza all'insieme... ma di poco, eh :)

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  6. Ahh che bel film porti alla nostra attenzione!!

    Quoto cio' che dice Mio capitano sul discorso sociologico, e aggiungo ai vostri ricordi l'attore che per entrare nella parte si finge valletto, e quanto fatica a indossare i panni scomodi dei sottoposti.

    Il lato rosa non lo vedevo, si lui e' troppo intrigante, ma non vedevo una lei adatta, la cameriera era troppo giovane, anche se quando lo va a trovare ho sperato in qualcosa.

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    1. Oooooooh Robert ♥
      Troppo bello, quasi quasi me lo rivedo di nuovo :)

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