martedì 4 novembre 2014

È arrivato Kindle Unlimited?


Pare proprio di sì! Almeno per i miei libri.


Che cos'è Kindle Unlimited? È un abbonamento: spendendo 9,99 euro al mese si possono leggere tutti i libri che rientrano nel programma Kindle Unlimited, al momento 700.000 titoli (15.000 in italiano). Qui se ne parla un po' più diffusamente. 


Perché ve ne parlo anche io, dunque?

Perché, a parte il mio amore aprioristico per Jeff Bezos (per cui ogni sua iniziativa mi sembra illuminata), c'è una cosa che riguarda me in particolare. O meglio, riguarda gli autori che rientrano in KU, tra cui anch'io. Se ho capito bene, Amazon pagherà le royalties per i libri presi tramite KU solo al superamento della soglia del 10% di lettura. In pratica: un lettore scarica il tuo libro ma ne legge meno del dieci per cento? Niente royalties. Ne legge di più? Ecco le royalties. 

La cosa bella, per me, è scoprire effettivamente il tasso di abbandono dei miei libri (anche se il 10% mi sembra una percentuale piuttosto bassa per giudicare). E dopotutto mi sembra giusto, e anche, perché no, meritocratico, che tu venga pagato solo se il tuo libro viene davvero letto. (Anche se i motivi di abbandono di un libro possono essere i più disparati, lo so - visto che io sono l'Abbandonatrice di Libri n.1.)
E niente, sono curiosa di scoprire questa cosa. 

PS. A chi converrà l'abbonamento Kindle Unlimited? Ai lettori forti, di certo, ma poiché non tutti i titoli del Kindle Store sono presenti in KU, verificate — prima di buttarvi a pesce — se un tale abbonamento fa effettivamente per voi. In ogni caso, c'è anche la prova gratuita per 30 giorni. E quindi... why not?  


13 commenti:

  1. Non sono una grande abbandonatrice di libri, però mi capita di lasciarli a riposo nel kindle o sullo scaffale della libreria per mesi prima di mettermi a leggerli. E cmq. se li abbandono è abbondantemente dopo il 10% quindi per quanto mi riguarda le royalties sono garantite :D

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    1. Io non utilizzo un e-reader, ma anche a me capita di lasciare i libri a riposo, anche quelli già iniziati e in cui sono bene addentro, perché mi rendo conto che, pur piacendomi, non è il momento giusto per portarli a termine o, genericamente, continuare lalettura.

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  2. Appena attivato, ovviamente! E io per puntiglio non ne abbandono nessuno, mai, nemmeno se non mi piace, quindi assicuro le royalties.

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    1. Io sono una grande abbandonatrice e non provo nemmeno grossi rimorsi...

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    2. Io in verità abbandono moltissimo solo da quando ho l'e-reader. Prima no; se compravo un libro, difficilmente lo abbandonavo. Prima di comprarlo studiavo i pro e i contro, facevo quelle tipo analisi di mercato. E se lo abbandonavo lo stesso, perché illeggibile, provavo rimorsi eccome: era il mio portafogli che mi insultava con la sua impalpabile (letteralmente!) presenza.
      Ora, con gli estratti gratuiti di Amazon (che mi permettono di leggere il 10% di un libro prima di acquistarlo) e/o il prezzo irrisorio di molti e-book, sto molto meno attenta ad approcciarmi ai libri, e quindi abbandono in modo clamoroso...

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  3. @Leggivora.

    >> se li abbandono è abbondantemente dopo il 10%

    Io invece sono tremenda: abbandono alle prime pagine, in genere addirittura dopo due o tre paragrafi. A meno che non conosca l'autore o l'autrice, insomma, non do molte possibilità ai libri: sono tremendamente tremenda, da questo punto di vista.

    >> mi capita di lasciarli a riposo nel kindle o sullo scaffale della libreria per mesi prima di mettermi a leggerli

    Comunque il 10% puoi superarlo anche in molti mesi. Quindi se arrivi a quella percentuale dopo tipo un anno che hai scaricato il libro, le royalties arrivano comunque.

    @Mirya.

    >> io per puntiglio non ne abbandono nessuno, mai, nemmeno se non mi piace, quindi assicuro le royalties

    Che brave che siete, ragazze! Bene, se sono tutte come voi sento già il dlin dlin dei soldini che riempiono il mio porcellino :D
    Però credo - contro i miei interessi - che la percentuale avrebbe senso solo se fosse elevata ad almeno il doppio. Anzi. Personalmente? Almeno il 70% di lettura, altrimenti nisba. Ahahah. Sono tremenda, ma parlo come lettrice: finalmente gli autori verrebbero "premiati" per quello che davvero riescono a intrattenere. E a me farebbe piacere, personalmente, sapere che se abbandono un libro non pago l'autore e, viceversa, sì. (I miei libri, credo, vengano abbandonati piuttosto spesso - e con molta acredine! - quindi davvero parlo contro i miei interessi :D )

    In ogni caso, chissà che un giorno tra i report di KDP (lo strumento self-publishing di Amazon) non aggiungano anche il tasso di abbandono. A me interesserebbe moltissimo saperlo!

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  4. Già attivato!!!!!! Ma ho un dubbio che non sono riuscita a risolvere con il video amazon... C'è un limite di tempo entro cui devi restituire il libro?

    E Nina sono molto felice dell'opportunità che hai di farti conoscere anche da altri lettori, perché i tuoi libri meritano veramente :-D
    Per quando riguarda la soglia di abbandono anch'io sono di quelle che non lasciano anche se questo vuol dire fare violenza al mio cervello :'( o_O comunque credo sarebbe davvero utile per noi clienti vittime delle recensioni fasulle fatte da amici, parenti e account falsi. Forse così riusciremmo a prendere meno fregature.

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  5. >> C'è un limite di tempo entro cui devi restituire il libro?

    Bella domanda! Così a occhio direi che hai tempo di leggerlo fino a che hai l'abbonamento... cioè, se ti abboni per un mese, hai un mese; se rinnovi l'abbonamento per un altro mese, hai un altro mese, e così via.

    >> comunque credo sarebbe davvero utile per noi clienti vittime delle recensioni fasulle fatte da amici, parenti e account falsi

    Esatto! Un altro motivo per cui non mi fa tanto piacere pagare gli ebook che abbandono... più che per i soldi, è per il sentore di "fregatura" che, in alcuni casi, è eclatante, inutile negarlo.

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  6. >> comunque credo sarebbe davvero utile per noi clienti vittime delle recensioni fasulle fatte da amici, parenti e account falsi

    Parole Sante!

    Sono una abbandonatrice di libri proprio come te Nina, in qualche caso mi sforzo e proseguo, ma è raro.
    Sarà che sono in un momento sfortunato, ma sto incappando in una serie di fregature incredibili riguardo alle letture. Mi sono fidata delle 5 stelle date a un paio di libri freschi di pubblicazione. Stupida io che nn ho controllato bene a quando risalissero tali voti: un attimo dopo la pubblicazione guarda caso, o perlomeno troppo a ridosso per non insospettire. Mi sono costretta a fatica a terminarli per capire il perchè di tutte queste 5 stelline e per poter dare un commento sincero sul mio mancato gradimento.

    Vorrei aprire a riguardo una piccola parentesi.

    Ci saranno certamente tra quei tot commenti, giudizi di sincero apprezzamento per il libro, ma non credo tutti. E io mi domando: a che scopo glorificare un libro semplicemente perchè si conosce l'autore? Perchè spalleggiarsi tra autori, amici e parenti? ( se succede così) Se capitasse a me credo che direi la verità, magari se conosco l'autore nn ci andrei giù pesante, ma userei più tatto, forse nn darei 1 stella ma 2, però sarei sincera. Non è questo che si chiede agli amici/parenti ecc.?

    Altra questione, ho abbandonato un libro perchè l'autrice ha scritto: "la giovane scuotè la testa". Credo che la dizione corretta sia "scosse la testa", ho cercato umilmente per capire se fosse ignoranza mia, ma pare di no (cmq correggetemi se sbaglio). Su certe cose fatico a sorvolare, mi rovinano la lettura.

    Marta

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    1. >> Perchè spalleggiarsi tra autori, amici e parenti? ( se succede così)

      Infatti, "se". Perché io al riguardo ancora non ho un'opinione precisa. Vuoi sapere ciò che penso? Penso che forse, semplicemente, chi recensisce è anagraficamente molto giovane. In media, dico. Tipo teen o giù di lì. Pensaci: i giovani hanno più tempo degli altri lettori, hanno sempre voglia di dire la loro, e i loro entusiasmi/odi sono netti (5 stelline o 1 stellina, mai vie di mezzo). Inoltre, se ci fai caso, a parte l'alto numero di punti esclamativi di fila o errori grammaticali nelle recensioni stesse, non si accorgono di impossibilità di trama dei libri che leggono. Impossibilità di trama che, per chi ha qualche anno in più (che ha superato il quarto di secolo, magari, una spartiacque mentale secondo me), sono eclatanti.
      Tempo fa c'era chi aveva proposto non di limitare le recensioni ma di indicare a fianco di chi recensisce l'età: devo dirlo, io non sarei del tutto contraria!
      Perché un libro può piacere a diciotto anni, ma non a trentacinque, e viceversa. E allora orientarsi "anagraficamente" forse non sarebbe male...

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    2. Ho già scritto di essere un'abbandonatrice, ma, per quanto possa sembrare contraddittorio, non prendo tante fregature. Tendo ad abbandonare libri che mi sono capitati tra le mani senza averli scelti, perché mi sono stati regalati, perché trovati nelle librerie di terzi, ma l'utogol è relativamente raro nella mia esperienza di lettrice.

      Leggo le recensioni, ma cerco di capire quanto i miei gusti possano effettivamente sposarsi con quelli del recensore. Anch'io ho notato come la maggior parte di chi recensisce è compresa in una fascia d'età tra i 15 e i 20 anni e che per molte di queste persone non esistano vie di mezzo (1 o 5 stelline.) Credo che molti di loro si facciano prendere pressoché esclusivamente dai sentimenti che la lettura di un particolare libro susciti in loro, dai pensieri che la lettura ispira loro... è giusto farsi trasportare fuori dal libro grazie ad esso, ma non è tutto o non è sempre tutto quello che interessa a chi sta valutando se acquistarlo o meno. Anche perché non siamo tutti uguali e gli input che fanno sognare e star bene non devono essere gli stessi tuoi.

      Beh, ho scritto di getto, mi sa tanto di calderone della strega, una manica di c...ate!

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    3. >> Credo che molti di loro si facciano prendere pressoché esclusivamente dai sentimenti che la lettura di un particolare libro susciti in loro

      Il problema, per me, è che i sentimenti che ti suscita un libro a vent'anni sono diversi da quelli che ti provoca a trenta, per questo un indicatore dell'età di chi recensisce sarebbe utilissimo. Ad esempio, a vent'anni puoi credere alla plausibilità di certe metamorfosi repentine delle anime buie, o puoi credere - cosa per me ancora più difficile - che esistano persone prive di sfumature (ad esempio tutti buonissimi o cattivissimi, cosa che nella realtà non si verifica mai, ci sono sempre zone di ombra e luce).

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  7. Hai ragione, concordo pienamente, anche io a volte mi sono trovata a fare le tue medesime riflessioni. Mettere l'età potrebbe essere un'idea o almeno un semplice under/over 25.

    Marta

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