lunedì 28 luglio 2014

Secondi libri


Ragionamento estemporaneo che condivido con voi. (Ho detto che sarei sparita? Oh be', già sapete che sono una bugiarda cronica e patentata. È parte del mio fascino - la restante parte essendo data, ovviamente, dalla mia non comune modestia. Per di più, volevo vedere se stavate attente.)

Ma il fatto è che è proprio fondamentale che io vi parli di questa cosa. Perché è un post voluto dal cielo. Insomma, complici i terribili temporali e freddo polare che si sono abbattuti in questi giorni su casa mia...


...mi sono ritrovata a guardare una puntata de "Il giudice Amy". Sapete, quelle belle repliche di telefilm piene di buoni sentimenti. In questa puntata uno dei protagonisti (il fratello? il marito? Topo Gigio in incognito?) scrive un libro e, visto che in questo telefilm tutti si vogliono bene, glielo pubblicano anche. Ed è qui che arriva, per lui, il momento creepy.


Quale momento creepy, direte voi? Be'...


...leggere le recensioni negative al suo libro, ovviamente. Una, in particolare, recita:

L'autore ha scritto il suo secondo libro per primo.

Sibillino, uh?  Più o meno, esplicando il concetto, il recensore spiega che Topo Gigio è capace ma troppo moderato nell'esprimere le sue opinioni nel libro. Come se temesse di perdere una reputazione che ancora non ha; cosa che avviene, di solito, con il secondo libro.

Perché il bello di scrivere un primo libro è questo: non aver nulla da perdere; poter osare; fregarsene delle aspettative.

Le paranoie da parole trattenute arriva dopo, il bisogno di blandire i lettori e ripiegare sui loro desideri. Così, in conclusione, pensavo che... ma toh, è uscito il sole.

14 commenti:

  1. Mai post estemporaneo fu più vero... >__<

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    1. Già già...
      PS. Non c'entra niente, ma la faccina che hai fatto, questa: >_< mi fa ridere perché in un libro che ho letto da poco (carinissimo tra l'altro, "Dimmi che è vero" di TJ Klune) il protagonista mandava SMS proprio con quella faccina, che per lui significava, ehm... "sex face" :D

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    2. Ma davvero? Io invece la trovo la classica faccina da: DOH!

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    3. Anche io :D Ma niente, secondo Vincent Taylor è SEX FACE. E sei fortunata che non ti riporto quella che lui chiama BLOWJOB FACE ;)

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  2. Il giudice Amy non è mai riuscito davvero a piacermi... mah.

    In ogni caso, trovo la sinteticità nella frase «L'autore ha scritto il suo secondo libro per primo» meravigliosa.

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  3. Sì, "Il giudice Amy" è meh e decisamente troppo zuccheroso, son tutti buoni buoni buoni... ho già detto che sono decisamente TROPPO buoni?
    Tanto che non ho neppure finito di vederla, la puntata. Ma la frase ha colpito anche me, e sono andata a vedere se per caso fosse un modo di dire, quello sui "secondi libri". Non ho trovato nulla :(

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  4. Io andavo pazza per il giudice Amy, fino alle utlime serie in cui ci hanno messo dentro il cristianesimo. Nella prima serie c'erano cose del tipo
    Bambina: Mamma cos'è un orgasmo?
    Amy :Non me lo ricordo più tesoro, cercheremo sul vocabolario
    Poi è arrivata la svolta zuccherosa ma...
    NON E' QUESTO IL PUNTO DEL POST
    (perché io sto attentissima)
    Sai che ho questo problema col sequel del-tu-ben-sai-cosa che sto scrivendo?
    Perché a parte la partenza viene davvero poco chick lit, non so proprio più che pasticcio
    verrà fuori... ma il bello è che non ho nessuno da deludere ^_^
    No, davvero, forse devo riscrivere tutto.
    Credo che mi prenderò una pausa.
    Almeno questo è il succo che ne ho tratto da questo post...
    ah non era riferito a me?
    Ops
    Skyla

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    1. >> No, davvero, forse devo riscrivere tutto

      E se ne fai qualcosa di separato, a sé stante? Cambi i nomi e fai un mainstream. Che ti importa? Se non ti senti in stato d'animo da chick lit, perché obbligarti?

      >> Credo che mi prenderò una pausa

      E io che leggo? :D

      >> Bambina: Mamma cos'è un orgasmo?
      >> Amy :Non me lo ricordo più tesoro, cercheremo sul vocabolario

      AHAHAHAHAHAHAHAHAH

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    2. Sapevo che avresti riso :-)
      Riguardo a me... voglio stare sul chick lit ma avevo bisogno di un escamotage
      per cambiare leggermente carattere alla protagonista e non renderla banale.
      L'ho fatto e ho scirtto un intero capitolo in cui non si ride affatto.
      E adesso mi fa strano...
      o forse è stato tutto quel fonospiaggia di ieri, chissà ^_^
      Skyla

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    3. >> E adesso mi fa strano...

      Io non posso dare consigli né dire cosa vorrei... rientrerei proprio nel circolo "Richiesta da lettrice -> Ansia da prestrazione nella scrittrice" di cui parlavo nel post :D
      Scrivi come ti viene... alla fine è sempre la cosa migliore.

      >> o forse è stato tutto quel fonospiaggia di ieri, chissà ^_^

      Ahahahha, il fonospiaggia... spiaggia 3.0, eh?...

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  5. Riflessione che mi fai fare a puntino. Ho qualche dubbio su ciò che sto scrivendo, perché so che potrebbe infastidire o deludere alcuni che hanno apprezzato il mio primo romanzo, però è ciò che voglio scrivere.
    E allora mi hai fatto pensare che la paura non ha mai creato un buon libro, perciò scriverò il mio secondo libro come se fosse il primo: come se non avessi nulla da perdere.
    Grazie per avermici fatto arrivare.

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    1. Io credo di esserci passata con Capitan Swing. Infatti ci ho messo un sacco a scriverlo, per la paura. Forse il secondo libro è più difficile del primo, proprio per la serie di auto-imposizioni - e forse censure - che ci imponiamo. Ma sono d'accordo con te: si deve provare a liberarsi dai condizionamenti e scrivere solo quello di cui sentiamo il bisogno.

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  6. Io in questo mi ritengo fortunata: avevo già praticamente finito il secondo quando il primo ancora non era stato pubblicato (e nemmeno immaginavo lo sarebbe mai stato). E infatti l'ho scritto in pochi mesi, in totale libertà di espressione. Il post Stanze Buie, invece, è un maledetto dramma... *sex face* XD

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    1. >> Il post Stanze Buie, invece, è un maledetto dramma

      Comprensione&Solidarietà da qui!

      >> *sex face*

      Ahahahahaha...

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