lunedì 23 giugno 2014

Ultime letture (e un piccolo cruccio)

Dovete sapere che aNobii, la libreria virtuale dove da un paio d'anni registro i libri che leggo, è stronza. Perché non mi permette di caricare libri senza ISBN, e così molti libri che io leggo, che sono autopubblicazioni, non posso registrarli, perché mancanti dell'ISBN.

Così poi non mi rimane traccia, e quindi, morale della favola, sono obbligata a scrivere questo post a mo' di promemoria.

Perché non volevo scrivere questo post?

Perché, su un libro in particolare, il mio giudizio non sarà positivissimo; e la cosa mi dispiace un casino, per un motivo che spiegherò poi.

Ma andiamo con ordine.


1) "Giro di vite", 
 di Henry James


Protagonisti del più famoso racconto nero di Henry James sono due bambini, Flora e Miles, perseguitati ma anche attratti dai fantasmi di due personaggi che in vita condividevano le loro giornate. Come in tutti i racconti di James, però, vero protagonista è anche la cupa, minacciosa atmosfera, piena di oscuri presagi, che incombe su paesaggi e persone. Una storia nella più stretta tradizione gotica, tra sovrannaturale e realtà, scritta da un grande narratore dell'Ottocento. 

Prima di leggere questo racconto lungo, pensavo che Henry James avesse uno stile pesante e barocco. La colpa di questo mio pregiudizio è dell'albo n.46 di Dylan Dog, "Inferni" (il più bel numero di Dylan Dog in assoluto, in mia modesta opinione).


In questo albo, strutturato a "ministorie", a un certo punto c'è una citazione di James. Oh, ci credete se vi dico che, nonostante abbia riletto cento volte questo albo, non sono mai riuscita a leggere quella citazione per intero? Mi distraggo, mi annoio, mi perdo a metà.

Beh, Giro di Vite non è così. Provate a leggere la prima pagina. O l'incipit. Ne verrete rapite e non mollerete la storia. Storia inquietante, soffusa di mistero: racconto di fantasmi... o di pazzia. Perché scegliere qual è la verità sta al lettore.
Racconto che vale la pena di leggere.



2) "Un maledetto guaio, Kowalski", 
di Antonio Chiconi


Mi chiamo Kowalski e vendo felicità. Sono aperto 24/7 sempre a disposizione della mia affezionata clientela. Clientela fedele e sempre in aumento, perchè io sono il mago della pioggia, trovo tutto quello che vuoi e anche quello che ancora non vuoi. Abito nel CONDOMinio da più di quanto mi piaccia ricordare e pago regolarmente l’affitto. Da me niente casini entri compri esci, solo cash e niente credito o cambio merce, se sei uno abituale due parole ci possono scappare. Accetto anche ordini telefonici, ma con cautela non si sa mai chi ci può essere all’ascolto...

Preso perché gratuito su Amazon, è un romanzo breve, pulp, che personalmente ho trovato divertentissimo. Non pensate alla verosimiglianza, quando lo leggete: pensate a un cartone animato, semmai... o a un film di Tarantino!
Scorrevole, con dialoghi non-sense e situazioni strambe, lo comincerete e vi ritroverete alla parola "Fine" in un batter d’occhio, senza esservene accorte.
Leggerò anche gli altri della serie, ma a piccole dosi (tanto per rimanere in tema). Vi farò sapere.


 3) "La Sposa di Salt Hendon"
di Lucinda Brant

Quando il Conte di Salt Hendon sposa Jane Despard, figlia di un signorotto di campagna, la Società inorridisce. Ma Jane e Lord Salt hanno in comune un passato di sfiducia, angoscia e tristezza. Quattro anni dopo, sono costretti a un matrimonio che nessuno dei due desidera; il Conte per onorare il desiderio di un uomo morente; Jane per salvare il fratellastro dalla rovina finanziaria. Bella dentro e fuori, la paziente e sempre ottimista Jane crede che l’amore possa vincere su tutto; ci vorrà un po’ di più per convincere il Conte. Entra in scena Diana St. John, che è vissuta in un paradiso artificiale credendo di poter diventare un giorno Contessa di Salt Hendon. Si spingerà oltre i limiti, fino all’omicidio, per ottenere l’attenzione del Conte. Riusciranno i novelli sposi a superare i pregiudizi del passato e la sinistra opposizione e a innamorarsi da capo?

No. No no no no. No. Non ci siamo. Non è possibile che un uomo rovini una ragazzina e poi le lasci prendere la colpa "perché lei non lo ha aspettato". Salt Hendon, quando sa che Jane è stata scacciata dal padre ed è stata accolta da un mercante anziano e bigotto (un uomo che, tengo a sottolineare, Salt Hendon non può considerare il suo amante), la lascia semplicemente lì?

E nessuna lettrice ci trova da ridire?...

Allora ci trovo da ridire io.

SALT HENDON È UN GRAN FIGLIO D'UN CANE!!! 

Oltre a ciò, è di una schifosa, infinita codardia: non confessa neppure al padre di Jane che è stato lui, Salt Hendon, a rovinarla. Immenso puzzolente escremento di verme. (Non so se i vermi evacuano, ma se lo fanno, il risultato è Salt Hendon.)

No no no NO. A parte che ci sono tutti i cliché possibili e immaginabili in questo libro - lettere scomparse, cose che non si dicono non si sa perché - ma avrei accettato ogni cosa, tranne il comportamento da carogna di questo sottospecie di verminante stitico.

Però, ora mi calmo, e a onor del vero aggiungo che il libro è scritto benissimo, pieno di descrizioni sul periodo storico, e, visto che è piaciuto a tutte le lettrici tranne me (ma guarda che novità) vi consiglio di leggerlo. Anche perché si trova gratuito su Amazon.


4) "Di carne e di carta"
di Mirya

Chiara vive di carta. Insegna, studia e legge di tutto. Sui libri e coi libri è cresciuta, i libri sono stati la sua famiglia e i suoi migliori amici e dai libri ha appreso l’amore: l’amore per le pagine ma anche per gli uomini che in quelle pagine vivono.
Leonardo entra nella sua vita per seguirla nel Dottorato di ricerca, ed è un uomo concentrato sulla realtà di carne: per lui il distacco dalle parole scritte è vitale e non accetta l’approccio passionale di Chiara. Ma è stato davvero un caso, a portarlo da lei, o c’è una trama anche dietro al loro incontro?
Tra un canto di Dante e una canzone degli ABBA si combatte la guerra tra la carne e la carta, una guerra che non ha vincitori né perdenti e che forse non ha nemmeno schieramenti.

Ecco la mia nota dolente. Ma mi tocca essere onesta.

Quando ho cominciato questo libro ho pensato che era IL libro. Il cinque stelle. Il vincitore designato del Best Book Award 2014. E ho amato l'autrice, mentre leggevo avevo voglia di scriverle una mail per dichiararle mia imperitura stima perché, scorrendo le sue parole, le sentivo riecheggiare nella mente, così perfette, parole così chiare per spiegare concetti così difficili.

E un'invidia - spero sana - nel vedere quanto era brava a scrivere, trascinandomi con uno stile curato ma non invadente, perfetto compromesso tra bellezza del suono e scopo - scopo che è, sempre e comunque, quello di raccontare una storia.

Avete presente quando tutto, tutto quello che leggete, è nelle vostre corde?

Trascinante, profondo, dialoghi brillanti, comportamenti realistici: la prima metà del libro è perfetta, punto. Tanto che ieri, che era gratis su Amazon, l'ho preso a tradimento per mia sorella, che non legge mai romance (se lo ritroverà sul kindle quando lo accenderà; l'ingenua ha lasciato registrato il suo account sul pc di casa mia e allora… scherzetto!), perché è un libro vero, pieno di sfaccettature, che tutti dovrebbero leggere senza pregiudizi.

Ma poi…
Da metà in poi…

Nuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!

Qualcosa comincia a stonare. È come se lo stile prendesse il sopravvento sulla storia; cominciano a esserci troppe parole, troppe citazioni, troppo compiacimento nelle frasi. Comincio ad accorgermi che sto leggendo un libro, mentre prima ERO il libro.

Ecco, l'ho detto; nella seconda metà di “Di carne e di carta” le spiegazioni verbali sono troppe e troppo poco è il linguaggio del corpo o azioni. Forse la verità è che questo è un problema mio, solo mio: odio le spiegazioni. Per me il libro perfetto è fatto del 99% di domande e solo dell'1% di risposte. Sono fatta male; no no no, le spiegazioni no, ammazzano il pathos, razionalizzano l'irrazionalizzabile.

Quindi non fraintendetemi, il libro è splendido; che dialoghi, ragazze, e che pensieri riesce a mettere su carta l'autrice! Niente è superficiale, niente; ho sottolineato, credo, almeno cento frasi.

Il "tradimento" è stato solo farmi ricordare che stavo leggendo un libro, dopotutto, e che Chiara e Leonardo erano, per ironia della sorte, proprio quei "personaggi di carta" da cui si volevano emancipare. Vorrei riuscire a farvi capire il mio dispiacere nel comprendere che, dopotutto, questo era "solo" un quattro stelle; un po' una pugnalata, quell'ultima metà del libro, per me che ero così presa da Chiara e Leonardo.

La delusione non sarebbe stata così grande, anzi non ci sarebbe stata affatto, se non lo avessi subito eletto a libro perfetto, e a capolavoro. Capolavoro che comunque rimane; finirà senza dubbio nella mia cinquina di migliori libri dell'anno.

30 commenti:

  1. Non sapevo che Mirya avesse pubblicato! Io la conosco da quando scriveva fanfiction su Efp, certe litigate ci siamo fatte! Ma in fondo la stimo molto.
    La sposa di S.H è un libro insipido, veramente noioso... e sinceramente non l'ho trovato così scritto bene. Se poi dovessi mettermi a discutere sulla piattezza dei personaggi, non la finiremmo più.
    Il goro di vite, semplicemente, non l'ho capito. Ho apprezzato moltissimo lo stile e l'ironia -ma a un certo punto mi sono persa. Riproverò tra qualche anno.

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  2. Litigato? E perché? Si può dire? Io sono curiosissima!

    Io l'ho letta ora per la prima volta. Devo dire che mi sono innamorata di lei. Una cotta per un'autrice come non mi prendeva dai tempi di Stephen King!
    Cercherò di scoprirne il meno possibile così potrò continuare a idealizzarla.

    Forse di "Giro di Vite" hai letto una traduzione fatta male! Incide molto sulla comprensibilità del testo. Io ho letto l'edizione Newton Compton e mi è sembrata scorrevole.

    La sposa di S.H... beh, che dire? Tristezza, per me, vedere per l'ennesima volta ribadito il concetto che, se piace a tutti, io lo odierò. Però lo stile della Brant mi sembra buono, al contrario del tuo giudizio, soprattutto l'accuratezza storica nei particolari di vita e del vestiario. Forse io ci faccio più caso perché sono quei particolari che detesto dover ricercare per scriverne e quindi ammiro un'autrice che invece non lesina sulla ricerca storica.

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  3. Non ricordo, comunque erano cavolate! E' brava, è vero; è un'insegnante di lettere se non ricordo male :)
    Giro di vite. Ho letto l'edizione della Mondadori, c/e con cui mi trovo benissimo per quanto riguarda i classici... scorrevole è scorrevole, ma non ho ben capito cosa l'autore volesse dirci.
    Per quanto riguarda la Brant non so, sarò io ma l'ho trovato un romanzo dalla piattezza incredibile, stile compreso. Però capisco che per chi ama i dettagli storici il discorso possa essere completamente diverso ;)
    Ciao! :D

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    1. >> non ho ben capito cosa l'autore volesse dirci

      In realtà non l'ha capito nessuno :D
      Il fatto è che lui racconta una storia, poi sta a te decidere come prenderla. I fantasmi esistono davvero, o è solo l'immaginazione malata dell'istitutrice, una pazzia latente che la porta a credere e vedere quello che non c'è?
      Personalmente ho scelto la seconda ipotesi: preferisco sempre razionalizzare :)

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  4. Beh, io devo confessare che "La sposa di Salt Hendon" mi era piaciuto molto, nella piena consapevolezza (e, forse, ragionata scelta) di essere una lettrice superficiale e becera (me ne frego di cliché ed elementi poco realistici se la scrittura mi piace e mi prende...insomma, leggo con la pancia), tra l'altro, con una spiccata predilezione per i protagonisti maschili un po' carogne :-P Del resto, ho letto taaanti, ma taaanti romance scritti molto peggio, molto più noiosi, prevedibili e completamente privi di pathos.
    "Di carne e di carta" sarà una delle mie prossime letture. Ne ho sentito parlare molto bene e ora sono curiosa di scoprire che effetto mi farà. :-)

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    1. >> con una spiccata predilezione per i protagonisti maschili un po' carogne

      Oh, quello anch'io :D
      Ma sempre con un punto fermo: non devono essere codardi; devono assumersi la piena responsabilità delle loro azioni. Se non lo fanno, a me provocano una reazione non esattamente, ehm... pacata... come puoi vedere dalla recensione :)
      Odio i codardi. Li odio li odio.
      E sai la cosa che mi è dispiaciuta di più? Che quando ho letto il prologo, della sposa di Salt Hendon, ho fatto tanto d'occhi e pensato: cavolo, ma questo è un buon libro!
      La delusione, nell'approfondire la conoscenza del conte, è stata dunque il doppio.
      Devo però dire che il personaggio di Jane, con la sua schiettezza e, soprattutto, il suo rifiuto di piangersi addosso, mi è piaciuto moltissimo.

      >> me ne frego di cliché ed elementi poco realistici

      Anche io sono disposta ad accettare cliché e misunderstanding, altrimenti non leggerei romance :D La codardia no, però, non ci riesco... come, l'avevo già detto tipo settordici volte? :D

      >> "Di carne e di carta" sarà una delle mie prossime letture

      TI piacerà moltissimo, te lo prometto! Tra parentesi, su Amazon è ancora gratis, se ti va di scaricarlo subito...

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    2. >> Odio i codardi. Li odio li odio.

      Che cosa strana, ma anche bella, il fatto che persone diverse, con sensibilità -giustamente - diverse, di fronte allo stesso romanzo, sembrano leggere cose diverse. Ad esempio, io questa cosa della codardia non l'avevo proprio percepita. Ricordo, sì, questo protagonista, soprattutto all'inizio, molto arrogante e orgoglioso (e, in quanto tale, irritante)...mah, dovrei rileggerlo, ma è una cosa che faccio molto raramente.

      >> Tra parentesi, su Amazon è ancora gratis, se ti va di scaricarlo subito...

      Fatto ieri! ;-)

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    3. Hai ragione. Il fatto è che la mia testa tira conclusioni strane. È ovvio che nel libro non si dice che Salt Hendon è codardo; però fa un'azione che IO giudico codarda (non confessa di essere stato lui a rovinare Jane); azione che tu non giudichi codarda o della cui necessità non avverti il bisogno, perché comunque è una cosa passata e ora hanno la possibilità di essere di nuovo felici.
      Personalmente, credo che l'autrice non sia stata in grado di inventare un motivo "serio" per giustificare la "latitanza" di Salt Hendon. Perché non ha cercato di rimediare al suo sbaglio in quei quattro anni? Dice soltanto che Jane "non lo aveva aspettato, che si era rivolta al mercante per essere protetta e non a lui", e questo motivo di risentimento sembra sufficiente, a lui, alla Brant e alla maggioranza delle lettrici, per riequilibrare sul piatto della bilancia la deflorazione (e conseguente rovina sociale) di Jane.
      Io non riesco ad accettarlo. Credo che l'autrice avrebbe dovuto inserire un'incomprensione più grande, ad esempio l'ombra di un rivale in amore, una gelosia immotivata. A quel punto avrei potuto accettare il fatto che Salt non avesse mai cercato Jane in quegli anni, e il fatto che l'avesse lasciata in balia di un bigotto.
      O forse devo smettere di leggere certi libri perché è evidente che li prendo troppo sul serio :)

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  5. Mirya la ricordo anch'io ai tempi di EFP, e in effetti mi pare che 'Di carne e di carta' sia pubblicata anche sul sito di fanfiction... Non l'ho mai letto, ma adesso mi hai messo una gran curiosità! Per quanto riguarda 'Giro di vite', lo sai, lo amo! Tempo fa ne scrissi anch'io sul blog: http://piccolosognoantico.blogspot.it/2011/12/il-giro-di-vite-others.html

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    1. >> Mirya la ricordo anch'io ai tempi di EFP[..] Non l'ho mai letto, ma adesso mi hai messo una gran curiosità!

      Francesca, a te soprattutto piacerà moltissimo. Lo stile di Mirya è tutto particolare, riflessivo, in qualche modo anche cerebrale ma, è questo è un risultato davvero stupefacente, in modo leggero e scorrevole: niente a che vedere con Chiara Gamberale, ad esempio! Mirya riesce a inserire pensieri originali senza che tu te ne accorga, tra una canzone degli ABBA e una citazione di Dante... è tutto così ben amalgamato (sopratutto nella prima metà del libro) che non ti accorgi neppure che non ti sta solo raccontando una storia, ma che ti sta anche facendo pensare.

      >> Per quanto riguarda 'Giro di vite', lo sai, lo amo! Tempo fa ne scrissi anch'io sul blog: http://piccolosognoantico.blogspot.it/2011/12/il-giro-di-vite-others.html

      Bellissima la tua recensione, Francesca! A proposito, dico anche a te quello che avevo scritto a Ludo suo suo blog. Hai visto la pagina di wikipedia sul Giro di Vite? Qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giro_di_vite
      Ma non è sbagliata? Cioè, che versione di “Il giro di vite” ha letto il wikipediano? Perché la versione che ho letto io non è affatto quella riportata su Wikipedia!
      O sono i fantasmi di Quint e della Jessel ad aver modificato la pagina wikipediana, per far prendere 3 agli studenti che fanno le tesine scopiazzando dal web?
      Mistero mistero...

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    2. "alla fine del romanzo i due bambini si rivelano vittime di un sortilegio in cui i Peter Quint e la signorina Jessel si impossessavano dei corpi dei bambini per compiere atti satanici e contro la chiesa. In seguito l'istitutrice ritrova delle carte in cui la chiesa cattolica aveva rifiutato di sposare i due amanti per il diverso ceto sociale" .... Oddio, sto maleXDD Libera interpretazione di Henry JamesXD

      >>niente a che vedere con Chiara Gamberale, ad esempio!

      Di questo non posso che essere felice vista la mia avversione per la Gamberale^^ Lo leggerò di sicuro!

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  6. ahahahhaha
    rido perchè quando ho letto "La Sposa di Salt Hendon" sono rimasta sconvolta dalla bruttezza di questo libro. Le recensioni erano entusiastiche e mi sono fatta trascinare. Pessimo, fastidioso, con un personaggio maschile di una codardia ed imbecillità insopportabili..... Non so come sia potuto piacere così tanto.
    Ad essere onesta, anche la protagonista femminile è stata fonte di irritazione... non credo possibile il suo buonismo sfrenato.... Capisco il non potersi ribellare più di tanto.. ma Santa Maria Goretti NO. NO!!! NO!!!!
    E' stato il primo e l'ultimo libro letto di questa autrice.

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    1. Sai, a volte quando devo scrivere una recensione negativa su un libro che è piaciuto a tutti - come questo - mi chiedo se non dovrei, invece, tacere. Perché in fondo, se un libro è piaciuto a tutte, perché mai devo fare notare che a me no, non è piaciuto? A che pro? Quello che in ultima istanza mi convince (quasi) sempre a dire la mia, è sperare che un'anima freak come me (in questo caso tu :D ) capiti su questo blog, legga la recensione e pensi: "Ehi, non sono la sola ad aver detestato questo libro!"...
      Perché quando capita a me, di trovare una recensione nelle mie corde e in controtendenza alla maggioranza, mi sento stupidamente sollevata: a volte mi sento una tale solipsista rimpicoglioni pelouovista che non ti immagini.

      Tornando a "La sposa di Salt Hendon", devo però dire che Jane a me è piaciuta perché è sì buona fino all'esasperazione, ma almeno non è una lagna. Insomma, non si piange addosso, ma è molto tranquilla nella vita, non rimugina sulle cose passate&brutte. Le lagne, quelle che rinfacciano continuamente il passato, non le reggo, e la cosa è buffa visto che poi, quando mi metto a scrivere, inevitabilmente mi vengono fuori protagoniste femminili rimuginanti&lagne... misteri della mia psiche :)

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    2. ma non è vero che le tue eroine si lagnano... rimuginano con dignità, ma non si lagnano per niente ;)

      cmq. la cosa ancora più irritante del libro per quanto mi riguarda era stata la totale mancanza di intuito da parte di un uomo che viene descritto come un semidio...
      Ma come, non ti rendi conto che ti stanno perculando? Ora non ricordo se era la cognata ma cmq. la Queen Bee del libro, che lo "ricatta" con le malattie del figlio e che oltretutto è palesemente una cagna. Come fai a non rendertene conto... Perchè? Perchè?

      Jane sinceramente mi fa anche tenerezza, è passata dall'inferno.... forse la trovo santamariagorettosa perchè non serba rancore... mentre io sarei stata decisamente più vendicativa....

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    3. >> Come fai a non rendertene conto... Perchè? Perchè?

      Ahahah... sì, la Brant usa parecchi "trucchetti" da romanzo rosa, tipo la coglionaggine a intermittenza del protagonista :D
      Ma se fosse stato solo ottuso credo sarei riuscita a passarci sopra, ma lui seduce e abbandona una ragazzina di diciassette anni, cavolo! Avada kedavra se mi capita a tiro, altro che ;)

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  7. Non so se sia 'politicamente corretto' rispondere alle recensioni sul proprio libro, ma devo proprio ringraziarti per la tua lettura lucida e attenta di "Di carne e di carta". Sono onorata che una vera autrice mi abbia dato una possibilità, mi abbia letta e recensita, e rifletterò attentamente sulle tue osservazioni riguardo la lunghezza e pesantezza della seconda parte - una delle sfide che mi sto lanciando da sola è proprio imparare ad alleggerire e rendere più dinamico e spontaneo il testo, piegando il mio stile e, spero, migliorandolo. In ogni caso ammetto che quattro stellette per me sono già un traguardo incredibile, dunque, di nuovo, grazie!

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    1. >> Non so se sia 'politicamente corretto' rispondere alle recensioni sul proprio libro

      Non so se sia 'politicamente corretto' sciogliermi di fronte al tuo commento, ma lo faccio lo steso perché da quando ti ho scoperto sono diventata tua fan sfegatata ♥♥♥
      Appena ho un attimo mi iscrivo su EFP per leggere tutte le tue storie.

      >> una vera autrice

      Eh? Dove?

      >> rifletterò attentamente sulle tue osservazioni

      Come dico sempre, sono io che sono strana, quindi le mie impressioni potrebbero essere totalmente sbagliate. Considera che io non capisco cosa funziona e cosa no in un libro; ho detestato libri universalmente amati ("Le coincidenze dell'amore" di Colleen Hoover e "Trent'anni e li dimostro" di Amabile Giusti, per fare due esempi illuminanti) e quindi potrei darti consigli totalmente errati. Senza tenere in conto che i miei libri, a dirla tutta, fanno schifo alla maggior parte delle lettrici, e quindi sono l'ultima a poter giudicare :)

      Detto questo, visto che pensi a un’ulteriore revisione, provo a segnalarti una cosina poi magari vedi tu.

      La cosa che ho sentito un po' ridondante - se posso - è quando anche i comprimari cominciano a parlare del concetto "di carne e di carta". È un concetto ben espresso da Chiara, a mio avviso, che la rende originale, profonda, e nella quale è facile identificarsi da parte di una lettrice che ama leggere. Insomma, il concetto, fino a che rimane confinato a lei, regge splendidamente; ma farlo dire anche alla compagna del fratello, ad esempio, fa perdere un po' mordente all'originalità dell'approccio, paradossalmente lo rende un po' "cervellotico".

      Spero comunque che si capisca che ho amato il tuo libro, moltissimo: per dirne una, ieri sera ho ricominciato a rileggerlo perché in prima lettura divoravo le pagine e ora invece me le voglio gustare una per una :D

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    2. Chiaramente, quando di una cosa sono convinta la difendo nonostante tutto, perché scrivere significa prima di tutto provare piacere e se ciò che scrivo non piace a me non vado da nessuna parte. Ma quel che tu dici va a toccare un tasto che anche a me pare instabile, perciò mi porta davvero a convincermi maggiormente che devo lavorare su questo tasto. Nella prima versione di efp la ridondanza era ancora più eccessiva, nella stesura in ebook ho tagliato molto ma ancora, credo, non abbastanza. E un po' mi rassicuri, perché ho avuto consigli proprio nella direzione inversa, ovvero mi è stato suggerito un aumento della parte letteraria e delle citazioni, e ho storto molto la bocca perché mi pareva una forzatura sgradevole e perché anzi, come te, credevo di dovermi muovere in senso contrario.
      Non voglio criticare nessuno, perché non è nelle mie corde, ma ti basti sapere che condivido anche i tuoi giudizi sugli altri libri, dunque mi ritrovo a maggior ragione a stimare la tua valutazione; non esistono, secondo me, lettori 'strani': ognuno di noi ha i suoi gusti ed è chiaro che non possiamo piacere a tutti, ma se trovi qualcuno che ha gusti simili ai tuoi e che ragiona analiticamente, allora è il caso che ti fermi a riflettere su ciò che ti sta dicendo e che provi a vedere come lavorarci su - che poi è una delle cose più belle, avere la speranza di poter evolvere e migliorare.
      Più che rivedere ancora - questa storia ha troppi anni sul groppone e una struttura che parte svantaggiata dall'essere stata pubblicata come fanfiction - ho intenzione di mettere da parte le cose che imparo per i lavori futuri. Anche perché a volte se mi guardo indietro leggo cose che ho scritto che mi fanno inorridire, ma allo stesso tempo sento che non avrebbe senso riscriverle adesso, perché sono parole appartenenti a quel momento e alla persona che ero in quel momento. Non so se sia chiaro o assolutamente assurdo, ogni tanto parto per la tangente, comunque grazie ancora, davvero!
      Hai una grande attenzione alla lettura, che poi si vede anche nella tua attenzione alla scrittura, e per me questo scambio di opinioni è stato un vero onore!

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    3. >> per me questo scambio di opinioni è stato un vero onore

      L'onore è stato mio! E voglio ringraziarti anche per aver scritto "Di carne e di carta", un romanzo che mi ha emozionato e stupito come non mi succedeva da tempo.

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  8. dio... questo post - ma soprattutto questi commenti (solipsista rompicoglioni pelouovista? ahahahahaha) - mi hanno spaccato...

    e che palle... ora devo prendere un altro libro... e non volevo... non volevo! :/

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    1. >> ora devo prendere un altro libro

      Giuro che ti piacerà! Non vedo l'ora di sapere la tua opinione...

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    2. l'ho preso ma non so quando lo leggo, ormai non ci sto piu' dietro. :(

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    3. Se vuoi un mio piccolissimo (e per niente ansiolitico) consiglio, MOLLA TUTTI GLI ALTRI LIBRI CHE STAI LEGGENDO E PASSA A QUESTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
      Oh Manu, è bellissimo non te ne pentirai. Poi ne potremo parlare insieme, dai...

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    4. in verità sono due giorni che non leggo nulla. ho deciso che se voglio darmi una mossa con la scrittura non posso leggere... ho troppo poco tempo per fare entrambe le cose purtroppo.
      poi se inizio a leggere un libro che mi prende non riesco a lasciarlo là e leggere due righe al giorno...
      appena ho due secondi voglio andare avanti, mi viene la foga, inoltre è molto piu' rilassante che scrivere e cosi'... finisce che leggo e non scrivo piu'.
      ma perché scrivere in fondo? me lo sto chiedendo molto in questi giorni, ma ormai questo voglio finirlo.

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    5. >> ma perché scrivere in fondo?

      No Manu! Non dire così, perché? I tuoi libri sono piaciuti moltissimo, hai dato emozioni e speranza a tante ragazze, come puoi pensare di avere il diritto di ritirarti? NEIN! NO! NIET! Il diritto di defilarti non ce l'hai, capito!

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    6. Ma perché è davvero dura... in tutti i sensi ma soprattutto quello pratico, faccio una fatica immane.
      Ufh, boh per il momento vado avanti, a passo di lumaca ma vado avanti, però ogni tanto sono preda dello sconforto...

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    7. >> ogni tanto sono preda dello sconforto...

      È solo l'estate Manu! Fa questo effetto, ci sembra di istupidire, ma a settembre torneremo in gamba! Non ti abbattere, goditi il caldo, datti anche respiro. E così non ci lascerai, noi orfane di Olly, a sospirare a lungo per ritrovare la sua freschezza - perché Olly appare, vero? Parli del gemello, vero?
      Ma-nu, Ma-nu!

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    8. ma io mi sono data respiro da febbraio fino ad adesso... :(
      ma perché lo faccio? perché lo voglio fare? non lo so...
      a volte faccio senza pormi domande e basta, a volte queste domande mi assillano. soprattutto se calcolo la fatica a tirare fuori il tempo e la concentrazione in modo proporzionale al risultato.
      cioè non mi sembra valga la pena lo sforzo, è troppo per il risultato. non so se hai capito il ragionamento. :S

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    9. >> ma perché lo faccio? perché lo voglio fare? non lo so...

      Che domandona, Manu. Posso provare a indovinare: la contentezza di far leggere qualcosa di tuo e di regalare emozioni alle ragazze che non le avrebbero avute, senza di te. Come è successo quando io ho letto di Olly. E poi c'era il tuo sogno di girare in ciabatte con la vestaglia alle undici del mattino, tazza di caffè in una mano, pc acceso e parole scritte di tuo pugno (era quello che mi avevi detto di sognare, una volta, vero?).
      Comunque anche io me lo chiedo a volte, sai. Su di me, dico. Ci sono tanti libri in giro e che senso ha che mi impegni a scriverne altri? Che tra l'altro non piacciono neppure più di tanto, ovvero il contrario di quel che speravo di dare. Ma rimane il fatto che queste storie mi girano in testa e, anche se adesso sono in un momento di sconforto - anche io, Manu, anche se faccio finta di niente; ma te l'ho detto, sarà l'estate - credo sia più forte di me continuare. E anche per te ;P
      Perciò dai, scrivi.
      PS. E per "Di carne e di carta", pazienza, me ne farò una ragione; cavolo, ero così curiosa di sentire la tua opinione; ma aspetterò!

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    10. ah, dio che bella immagine quella delle ciabatte, vestaglia e caffé a casa alle 11 del mattino. proprio bella.
      si', forse è piu' forte di noi e lo faremo comunque. un giorno in preda ad ansia da prestazione ho pensato di scrivere e tenere nel cassetto, perché per forza pubblicare, pero' mi sa che è un circolo vizioso... se non si pubblica, perché darsi la pena, eccetera.
      non è vero che i tuoi libri non piacciono piu' di tanto; sono tutti forti, e quando piacciono si amano alla follia, e quando non piacciono, normalmente si detestano.
      nel tuo caso, ti piace scrivere di emozioni e fatti che sconquassano il cuore e la mente, e questo non sempre è comodo e piace alla "massa".
      sei brava e coraggiosa e, anche se capisco in pieno lo sconforto, vai avanti e non ti fermare, c'è un bel gruppo di persone estremamente intelligente e per niente comuni che aspetta gli sviluppi per molti personaggi. ;)

      "di carne e di carta" sarà uno tra i primi appena riprendo a leggere (comunque sono in pausa solo per la prima bozza, sputata fuori quella torno a leggere), perché il primo in assoluto sarà "Vision". e poi hai visto con Romanzo rosa e gli altri? appena fatto, torno, non ti preoccupare. ;)

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