sabato 3 maggio 2014

Ragazze mancine


Fin da quando ero una ragazzina abbastanza alta con i capelli che non stavano a posto e un po’ di lentiggini ma senza esagerare, niente effetto Pippi Calzelunghe, per capirsi, ho sempre progettato di sposarmi per soldi.

- "Ragazze mancine", Stefania Bertola

Avevo detto che avrei letto la Bertola e l'ho fatto, non pentendomene affatto. Anzi, la sensazione che ora provo è: perché cavolo non l'ho fatto prima? Questa donna è un genio!

Ho cominciato da questo Ragazze mancine che, mi pare, è il suo ultimo. In giro non è apprezzato al livello dei precedenti, e la cosa mi fa ben sperare: visto che a me è piaciuto un sacco e un po', i prossimi (che a questo punto leggerò tutti) mi faranno cadere in deliquio. E poiché ho sempre voluto capire cosa significasse quest'espressione, "cadere in deliquio", sono doppiamente al settimo cielo.

Ma veniamo al libro, anzi alla sua trama:

Adele ha trentadue anni e non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Una mattina si sveglia e scopre che il suo mondo non esiste piú: il marito ha dichiarato fallimento, ha prosciugato i conti in banca ed è scappato con l'amante. Come regalo d'addio le ha lasciato il gigantesco cane della sua nuova fidanzata. Ed è proprio mentre Adele tenta di liberarsene che una ragazza con una bambina in braccio le si fionda in macchina... Inizia cosí il romanzo di Stefania Bertola, con l'incontro-scontro tra due donne che non potrebbero essere piú distanti: una pare uscita da una versione biellese di Beautiful , l'altra è ecocompatibile e spontaneamente zen, generatrice automatica di guai. Costrette dal destino a dividere una casa, alcune insidie, un'accanita nemica e un affascinante bugiardo, ciascuna imparerà dall'altra a ribaltare le proprie certezze. Un romanzo che trabocca di allegria e intelligenza, capace di attraversare i generi per andare spavaldo dove vuole. 

Ma diciamo la verità: la trama non ha una grande importanza ai fini di questo libro in particolare (forse negli altri suoi sì, chissà). Parla di due ragazze mancine, a volte naif a volte ciniche, che guardano il mondo da due angolazioni diverse. Una, Adele, non ha mai lavorato, è abituata al lusso e si ritrova improvvisamente povera; l'altra, Eva, vive alla giornata, lavora da sempre, e della ricchezza se ne sbatte perché basta la fortuna.

E la fortuna, si sa, risiede in un medaglione magico... perno di tutta la vicenda.

– ALT! – gli dico, folgorata da una consapevolezza fantastica. – Alt, ti prego non dire «francamente me ne infischio»! Ti prego non dirlo! Perché noi qui, io e te, abbiamo un’occasione unica.[..] Abbiamo la possibilità di vendicare milioni, decine di milioni di spettatori di Via col Vento. Pensaci bene: io ho appena scoperto che amo Rhett e non Ashley, e tu, Rhett, stai per dire che francamente te ne infischi...

Se avete voglia di ridere, passare un piacevole pomeriggio a stupirvi per collegamenti logici strani, godervi un italiano perfetto e innovativo, leggete questo libro, e poi fatemi sapere.

8 commenti:

  1. La Bertola mi piace tantissimo!! Ha un umorismo tutto suo, un pò schizzato, ma è godibilissima. Di lei ho già letto La soavissima discordia dell'amore, altra storia ai limiti del surreale ma con battute e situazioni micidiali!! :D Questo mi manca ma rimedierò...

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    1. A me manca, invece, " La soavissima discordia dell'amore"... ma ho appena terminato "Romanzo rosa", sempre suo, che mi ha fatto letteralmente rotolare dal ridere :D
      Sì, ha un umorismo nonsense, surreale, per questo magari i suoi libri non li senti nella pancia, ma per contro li fai sentire ai vicini, quando ridi così forte che ti sentono nell'appartamento a fianco...

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  2. Io ho conosciuto la Bertola praticamente come te, con il romanzo Ne parliamo a cena, e poi subito dopo Ragazze mancine. E' stato questo a convincermi che dovevo leggere assolutamente tutti gli altri, che ho poi divorato uno al giorno, grazie alla complicità di una mia vicina di casa che li aveva collezionati tutti. Approvo ogni parola che hai scritto su di lei e sul romanzo...

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    1. Sì, è adorabile... ironica, intelligente, ma non pesante.
      Io di lei ho letto anche "Romanzo rosa" di cui vi parlerò a breve, e alcuni suoi racconti. Mi sono invece impantanata, tanto da abbandonarlo per ora, su "A neve ferma". Dovrei provare a leggere "Ne parliamo a cena", dunque...

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    2. Non ti sta piacendo "A neve ferma"? Ha una conclusione bizzarra...cosa ti ha spinto ad abbandonarlo?

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    3. No, non è proprio "abbandonato"... è in stand-by, diciamo! Non mi ha preso, provo a spiegarti il perché anche se non l'ho capito neanche io. Il fatto è che, quasi all'inizio, lui molla lei per l'attrice che ama da sempre e che casualmente incontra, e boh, mi ha un po'... "stancato"... troppo plateale come surrealismo, così alla prima pagina, mi ha "tirato fuori" dal libro, ecco. Se fosse arrivato un po' dopo, magari, quando già conoscevo i personaggi e mi ero affezionata... non so, non ti so spiegare, comunque lo riprenderò più avanti, mi piace troppo come scrive lei :)

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  3. Ieri vado in libreria... e scopro che costa 18 euro!!
    Voglio dire... io sono la prima ad amare il chick lit ma... 18 euro!!
    Tra l'altro font scelto ad arte per pompare il formato, che secondo
    me scritto normale arrivava a malapena a 150 pagine.
    Accanto c'erano romanzi della Neri Pozza per gli stessi soldi,
    con tutt'altra qualità editoriale.
    Ci sono rimasta malissimo. Una volta i libri della Bertola venivano 10 euro
    al massimo. Scelta assurda della Einaudi, che io non premio.
    Aspetto la sua uscita in economica, con mooolto rimpianto.
    Skyla

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    1. Troppo, troppo caro, concordo! Però su Amazon il cartaceo sta circa 11 euro e l'e-book (al quale io ti consiglio di accostarti, prima o poi) 6,99.
      In ogni caso, il libro è carino, ma non molto di più. Insomma, io mi sono divertita davvero a leggerlo, ma è breve, non ti cambia la vita e, francamente, 18 euro non li vale.

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