lunedì 2 settembre 2013

Peccato originale. L'innocenza




Zach aprì un cassetto e trovò manette e collari, guinzagli e corde.
La voce di Søren gli arrivò da dietro le spalle. «Notevole, non trovi?»
«No», disse Zach. «È orribile».
«Davvero? È una definizione molto forte per descrivere pratiche sessuali tra adulti consenzienti.[..]E immagino che non sia solo la combinazione di piacere e dolore che trovi inquietante, non è vero?»
«La gerarchia è inquietante. Le donne rese schiave degli uomini. Hanno combattuto contro questo tipo di trattamento per centinaia di anni, e invece qui…».
«Invece qui sono libere di esplorare gli aspetti della loro sessualità che la società ritiene meno accettabili. Uno studio ha rivelato che una percentuale incredibilmente alta di donne ha fantasie erotiche sullo stupro. Quante sono le probabilità che tua moglie faccia parte della minoranza che non ne ha?»
(Tiffany Reisz, "Peccato originale. L'innocenza")

Quando un'amica mi ha prestato questo libro, l'ho guardata perplessa e alcune domande hanno cominciato a frullarmi nella testa. Le avevo forse soffiato qualche ragazzo, in passato? Le avevo sformato quel top blu che anni fa mi prestò per una serata speciale? 

Insomma, perché ce l'aveva con me al punto da consigliarmi di leggere un nuovo erotico? 

Voglio dire, lei sa che in campo romanzi erotici la mia esperienza non è esattamente esaltante. Non ho apprezzato le Sfumature, ho riso per la trilogia La promessa, e per quel che riguarda A nudo per te, della Day, non sono riuscita a mettere insieme neppure due parole per farci un post—perché mi veniva in mente una sola parola per descriverlo, e la parola era: "insignificante".

Poi ho cominciato questo libro, e mi sono ricreduta. Non ce l'ha con me. 

Affatto.

Il primo libro della serie Peccato originale, di cui parlerò oggi, è... non so come definirlo. Non bellissimo, perché le sensazioni che suscita sono troppo contrastanti per definirlo bellissimo. È qualcosa di diverso. Neppure "erotico", a dirla tutta; le scene di sesso (non numerose, anzi) sono tutte tese allo sviluppo della trama e dei personaggi, come nella migliore narrativa. Forse, per alcuni versi, è anche "metanarrativa", perché analizza la propria ragion d'essere, i fondamenti stessi della narrativa erotica, come si può in qualche modo capire da questa citazione:

«So che si tende a credere che la narrativa erotica sia un romanzo rosa con scene di sesso più esplicite» disse Nora. «Ma non è così. Se è un sottogenere di qualcosa, è all’horror che bisogna far riferimento».
«All’horror? Davvero?»
«Il romanzo rosa è sesso più amore. Il romanzo erotico è sesso più paura. Tu ti senti spaventato da me, vero?»

A volte la Reisz è un po' cerebrale, cosa che a me non dispiace affatto, anche perché è un'autrice bravissima, e fa cadere le cose così, con naturalità, senza mettersi su uno scranno. L'intelligenza trasuda da ogni frase del libro, da ogni dialogo; la Reisz tocca i tasti giusti per farci inquietare, interrogare, e quel che è più importante, capire. Perché va lì, a toccare le corde che sono in ognuno di noi. Parla di paure, di libertà vera e presunta, di colpa. Di morale e religione—a volte sfiorando la blasfemia, perché questo sfugge a molti, ma sacro e profano sono legati l'uno all'altro, anzi, sono fondamentali uno all'altro.

«È per questo che sono credente», continuò Nora. «Perché tra tutti gli dèi, solo Gesù può capire. Lui comprende lo scopo del dolore, della vergogna e dell’umiliazione».
«Qual è lo scopo?», chiese Zach, con sincero interesse.
«La salvezza, naturalmente. L’amore».

Se devo trovare un difetto nel libro è che l'ho letto più come un saggio che come un romanzo (anche se alla fine mi ha coinvolto fino a farmi piangere). Ma è un limite mio. Vedete, il sesso con dolore (BDSM, e spiegato in un modo che, ragazze, vi lascerà senza fiato) isn't my thing; non sono riuscita a leggere con leggerezza le parti erotiche dolorose. Non sono riuscite ad eccitarmi, ma solo a spaventarmi, e non per me, ma per i personaggi, per i quali fatico a immaginare un lieto fine.

Lo saprò alla fine della serie, se ci sarà un lieto fine. Per ora posso dirvi che, per quanto non abbia letto questo libro "con una mano sola" (come direbbe Nora, la protagonista del romanzo, parlando di letteratura erotica), lo trovo uno delle migliori letture di quest'anno e, considerando anche i vari livelli di profondità del libro, mi sento di consigliarlo a tutte.

Forse avvertendo il suo disagio, Søren riprese a suonare. «La Sonata al chiaro di luna è un pezzo strano», disse. «È stata definita “lamento”. E quando la suoni, nelle infinite ripetizioni senti il dolore e il bisogno. È semplice da suonare, ma incredibilmente difficile da suonare bene. Gli arpeggi consentono una grande libertà di espressione. Troppa libertà in mani non addestrate e inesperte. Dicono che Beethoven l’abbia scritta per una contessa di diciassette anni, Giulietta Guicciardi. Forse l’amava. Ma è più verosimile che stesse solo cercando di sedurla».
«Con me avrebbe funzionato».
«Con te ha funzionato»

E allora ascoltiamocela, questa bellissima "Sonata al chiaro di luna", tanto importante per l'oscuro Søren e per la meravigliosa protagonista, Nora. 








17 commenti:

  1. Ah, finalmente è successo: hai trovato un erotico/una sorta di erotico che ti ha soddisfatta.

    A proposito del leggere romanzi come fossero saggi, io tendo a farlo con quelli di Flaubert, perché non amo la scrittura impersonale, ma non riesco a fare a meno di riconoscere che scrive bene e, quindi, mi piace vedere come sono costruiti i suoi romanzi (e anche i suoi racconti, in realtà.)

    Per quanto riguarda il sesso con dolore, invece, credo di poterlo reggere quando è affrontato in modo giocoso, in realtà l'ho sempre affrontato in questo senso, dovrei provare a leggerlo in altre sfumature.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. >> dovrei provare a leggerlo in altre sfumature

      Se vuoi cominciare con una predisposizione meno giocosa, beh, ti consiglio questo... vale davvero!

      Elimina
  2. Cara Nina, passo veloce per dirti che sono quasi a metà di Capitan Swing, e, per ora, mi sta piacendo davvero molto. Lo trovo più 'maturo' rispetto a Lemonade, e il tuo stile decisamente migliorato...
    Comunque ti scriverò con più calma via mail, appena l'avrò terminato!

    RispondiElimina
    Risposte

    1. Grazie mille, Francesca, sei gentilissima... hai fatto bene a dire "per ora", però, perché più avanti succederà qualcosa che, decisamente, non ti piacerà :)

      Elimina
  3. senz'offesa per Beethoven, ma gli Afterhours mi sembrano più sul tema....

    http://www.youtube.com/watch?v=h8CW-KPgeKg




    lucia

    RispondiElimina
    Risposte

    1. ..."sei più bella vestita di lividi"...

      Ops, direi che è azzeccatissima! ;)
      Non conoscevo questa canzone, la mia cultura sugli Afterhours si limita solo a "Male di miele"... questa che hai linkato è inquietante, ma molto bella!

      PS. Il libro l'hai letto? Non ti è piaciuto?

      Elimina
  4. Ho letto i primi 3
    e mi sono piaciuti moltissimo,
    Ma non come libri erotici,
    Ho apprezzato molto i colpi di scena, non sai mai dove la Reisz vada a parare.

    Lucia

    RispondiElimina
    Risposte

    1. Anche io non l'ho considerato tanto "erotico", ecco. Forse per questo mi è piaciuto tanto. Finora ho letto solo il primo, non mi decido a passare ai seguenti, ma lo farò prima o poi... c'è una sorta di inquietudine che mi frena, forse sono molto legata alle mie sicurezze piccolo-borghesi (monogamia e matrimonio) e la Reisz un po' me le fa ridiscutere, e a me non piace mica tanto mettermi in discussione :D

      Elimina
  5. Diciamo che non è il genere di libro che ti fà provare il desiderio di testare in prima persona le pratiche descritte ...:O

    Ma sulla pelle degli altri non ho nessun problema, inoltre nei libri seguenti ci si assuefà alla violenza, e lo shok iniziale lascia spazio alla trama.

    Lucia

    RispondiElimina
  6. Nina, hai più letto i libri seguenti? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi :)

    RispondiElimina
    Risposte

    1. No. Provo a spiegare il perché.
      Nonostante la Reisz sia bravissima e io la consigli appena posso, questi libri non mi entrano dentro. L'amore uno a molti - il poliamore? - è qualcosa che non riesco a concepire. Accettarlo sì, ovviamente, perché so che le persone sono diverse e non tutte sono come me; ma concepirlo a livello profondo, tanto da immedesimarmi e credere che sia possibile amare più persone contemporaneamente, mi risulta impossibile.
      Quando ho letto la Reisz, l'ho letta più che altro come un saggio, soprattutto quando parlava delle teorie sul genere erotico. Ma leggerla mi fa soffrire perché penso che i suoi protagonisti, con il tempo, si pentiranno delle loro scelte. Oh! Io credo nell'anima gemella, non posso farci niente. Un amore composto da più di due persone io lo vedo come una fonte di sofferenza, prima o poi, per qualcuno del menage.

      Elimina
  7. Capisco bene quello che dici. Effettivamente, forse fai "bene" a non leggerli, questa sofferenza viene resa ancora più evidente dai libri successivi anche, provando a non spoilerarti niente, da altri personaggi che nel primo libro emergono poco. Grazie per aver risposto, ci tenevo a sapere cosa ne pensassi! E' la prima volta che commento e approfitto per dirti che ho adorato a dismisura i tuoi due libri e aspetto gli altri con ansia! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora benvenuta! E grazie mille per i complimenti che, come al solito, arraffo senza ritegno ^^
      Torna a commentare quando vuoi, sarà un piacere.

      Elimina
  8. Arraffa arraffa, te lo meriti! Intanto, grazie a te, corro a iniziare La figlia del matematico!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cavolo! Mi hai fatto venire voglia di rileggerlo... come mi capita almeno una volta a settimana :D
      Amo quel libro. Spero che ti piaccia, anche se a volte Maddy ti farà venire voglia di tirare il libro/reader contro un muro, ti avverto XD

      Elimina
    2. ahahahaha calcola che è quello che succede a me con Lemonade, intendo rileggerlo non di tirarlo contro il muro....anche se a pensarci bene farei anche quello (uff dannato Christopher) :)

      Elimina
    3. >> anche se a pensarci bene farei anche quello

      Ahahahah... pienamente comprensibile XD

      Elimina