mercoledì 28 agosto 2013

Il grande e potente Oz


Questa non sarà la recensione del film "Il grande e potente Oz". No! Sono troppo infastidita per una recensione. E il fastidio deriva da un motivo fondamentale: detesto quando un character viene sprecato in un modo così plateale. Perché il personaggio di Oz, illusionista mascalzone e seduttore, aveva tutte le potenzialità per rendere questo film un buon film. Invece, ahimè, Oz diventa quasi subito l'ombra di se stesso, senza crescita che noi possiamo seguire, con patemi all'insegna del volemose bbene e dei baci perugina, e la sua evoluzione è banale, veloce e priva di pathos. 

Peccato. E sono così irritata che non è detto che l'eroe di un mio prossimo romance non prenda spunto proprio da questo character così bistrattato. Un personaggio leggero, ok, superficiale, ok, ma che non diventi in due scene il clichè della banalità o del moralissimo  e irritante "cuore d'oro".

Sigh. Povero, povero Oz. 


20 commenti:

  1. Ok non c'entra niente ma... scusa Nina :-)
    secondo te (anche Manu o chi ha voglia di rispondere) in un romanzo è così importante una partenza ad effetto? Se è vero che il lettore decide nelle prime pagine, vale la pena di fare espedienti rocamboleschi pur di farlo partire in quarta?
    Io sono un po' in crisi.
    Mi piace che si senta che aria tira, e di sicuro faccio un esordio frizzante però... però...
    odio fare partire i personaggi in quarta per spiegare i loro rapporti in seguito, dopo aver irretito il lettore. Per esempio Capitan Swing ha un inizio che mi piace. Fosse stato un romanzo in libreria, l'editor avrebbe spinto per cominciare con una scena violenta o magari di sesso, per poi attardarsi in seguito?
    Boh... so solo che ho girato e rigirato la mia roba mille volte e adesso non so più cosa è meglio. Idee? Link miracolosi?
    Skyla

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  2. Nuuuuu non ti scusare, gli OT sono la mia parte preferita! :)

    Una partenza ad effetto... sai che non so bene che risponderti?

    Tu citi Capitan Swing e in qualche modo ci hai visto giusto, sai. Se fosse stato il mio primo libro non credo che mi sarei permessa un prologo così "calmo"... né così lungo. Invece scrivendo CS immaginavo che le lettrici sarebbero andate un po' avanti prima di abbandonare la lettura, anche se all'inizio era un po' lenta, perché lo leggevano dopo "Lemonade", e se con quel libro non ero loro dispiaciuta (beh, de gustibus... :D ) avevo buone speranze che mi dessero un po' di tempo in più rispetto questa volta. E allora mi sono permessa di scrivere il prologo che volevo. Ma pensa a Lemonade: un prologo di tre pagine che doveva essere abbastanza forte da colpire, e non solo per spingere a continuare la lettura, ma anche perché doveva essere ricordato fino all'epilogo! È stata una faticaccia :)

    Comunque CS è un'eccezione, perché in genere a me piace partire col botto, sì. Ho tre romanzi interrotti nel cassetto (ops) e tutti e tre partono con scene molto brevi e conflittuali. Però a dispetto di come viene più spontaneo a me (son drammatica, non ci posso fare niente :D ) non credo che sia necessario scioccare; nella maggior parte dei libri può bastare un accenno che faccia scattare l'empatia con uno o più personaggi...

    Il fatto è che a pagina 1 al lettore non frega niente dei personaggi. Non li conosce, non prova empatia per loro. Se tu parti dall'inizio, gli mostri tutta la vita di un personaggio, insomma non parti da un momento topico o in media res... insomma, in un tran tran senza scosse, il lettore si annoia perché in quel momento non gliene può fregar di meno. Io abbandono una quantità industriale di libri in lettura e lo so bene. Sì, a volte comincio a leggerne vari, ma è il libro che mi tiene lì incollata all'inizio a vincere la partita.

    In qualche modo devi dare al lettore un'aspettativa... come, non saprei. Adesso racconto una cosa che forse non c'entra niente, ma forse sì. Umberto Eco disse che la forza del film "Love Story" (Amare significa non dover mai dire "mi dispiace"!) stava nel fatto che comincia in quel modo sconvolgente—dalla fine, cambiando tutta la percezione di quel che viene dopo. Le immagini che scorrono davanti ai nostri occhi non sono più la storia banale di una coppia che si ama, ma è la storia tragica di un amore che non può vincere tutto.

    https://www.youtube.com/watch?v=9bhrgBvtIRM

    C'è chi dice anche (non chiedermi dove l'ho letto perché non ricordo) che un libro deve aprirsi con una grande domanda che troverà risposta alla fine del libro, e intanto deve lasciar nascere altre piccole domande nel corso della storia, alle quali dare risposte nei capitoli interni.

    Però adesso vado sulla mia libreria aNobii e verifico i libri che mi piacciono di più e perché mi hanno spinto a continuare la lettura. Escludo i classici perché da quelli sai che ti puoi aspettare qualcosa e allora non li molli. Ma gli altri?
    Perché li ho letti?

    E tu? Cosa ti attrae al punto da continuare a leggere?

    PS. La mia capacità di sintesi continua a stupirmi. Anzichenò.

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    1. "Al lettore a pagina 1 non frega niente dei personaggi."
      Mmmh questo mi dà da pensare.
      Tanto vale mettere in piedi qualcosa di forte, quindi. Tipo Lemonade.
      "E tu? Cosa ti attrae al punto da continuare a leggere?"
      Guarda, a parte i chick lit della Kinsella, in genere mi piacciono i noir con una storia strana e cattiva. Tipo Starr, coi suoi antieroi che partono persone normali-impiegati-modello e finiscono col diventare assassini, ma proprio matti. In questi libri gli inizi non sono mai più di tanto folgoranti, anzi partono da una vita normale quasi noiosa, lavoro, moglie, figli.
      Anche la Kinsella con quel suo vezzo delle lettere della banca, rigorosamente all'inizio... ci stanno bene nel primo romanzo, ma poi le ho trovate un espediente un po' meschino (e io adoro la Kinsella).
      E' che ultimamente in libreria abbocco ad esche preparate ad arte, tipo quel romance dove all'inizio la protagonista è vittima di violenza e poi non se ne fa più menzione. ovvio che sia stato aggiunto apposta, magari nemmeno dall'autrice. E poi il libro faceva schifo... però l'ho comprato quindi hanno vinto loro no?
      Ecco, dopo averci capito meno di prima...
      Dopo vado a vedermi il link :-))
      Graziee
      Skyla

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  3. >> Tipo Starr, coi suoi antieroi che partono persone normali-impiegati-modello e finiscono col diventare assassini, ma proprio matti. In questi libri gli inizi non sono mai più di tanto folgoranti, anzi partono da una vita normale quasi noiosa, lavoro, moglie, figli.

    Ecco, visto? L'esatto contrario di quel che dicevo sopra :)
    Forse, se vuoi cominciare a "rilento", potresti comunque usare una quarta di copertina che fa capire che la trama si animerà successivamente... così il lettore persevera anche se all'inizio non è molto preso.

    ...che poi diciamocelo, che capisco io di quel che può funzionare in un libro? Il romanzo più brutto che ho letto quest'anno, "Gabriel's Inferno", in mia modestissima opinione sfida gran parte delle regole narrative (prima di tutte, quella che vieta di ammazzare di noia il lettore :D ), eppure è stato un successo planetario...
    Indi per cui...
    Skyla, segui l'istinto, và... è la cosa migliore :)

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    1. In effetti la quarta di copertina vuol dire tanto...
      questa storia di Gabriel's Inferno è esilarante...
      ogni volta che ne dici qualcosa mi scompiscio,
      credo tu abbia trovato la tua personale nemesi letteraria...
      sai che se lo vedo in libreria lo sfoglio?
      La mia, di nemesi, è il "Diario di una sottomessa"
      ... il punto era che credevo fosse un erotico, invece... lasciamo perdere.
      Quando l'ho messo giù (in libreria) l'ho seppellito sotto
      una catasta di Interviste col vampiro... mancava l'acqua santa.
      Skyla moralizzatrice? ^_^
      ...
      ...
      bleah

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    2. >> Diario di una sottomessa
      Non so niente di questo libro... ma promette bene :D
      Ti prego, raccontamelo...

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  4. Guarda, non per fare pubblicità a questo blog
    http://edeathesleepingcat.blogspot.it/2012/10/libri-da-supermercato-diario-di-una.html
    ma se dai un'occhiata c'è tutto!
    Praticamente un porno pieno zeppo di torture...
    guarda robe da malati di mente. E io che credevo che il titolo fosse solo
    sensazionalistico!
    Boh c'è a chi è piaciuto... naaa non ci credo!
    Skyla

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  5. Uh... torture? Sesso doloroso?... Nuuuuuuuuuuuuuuu non è proprio il mio genere :D
    Cioè, a qualcuno piace e ci mancherebbe, il sesso è bello perché è vario, ma io proprio mi spavento, e quindi ahimè credo non darò un'occhiata a questo libro anche se mi hai incuriosita... *paura*

    >> roba da malati di mente

    Su questo siamo in disaccordo, lo so anche se non ho letto il libro :D
    Io ritengo sia una fortuna che le fantasie e i desideri sessuali delle donne – di qualunque tipo siano, lo sottolineo, dirty talking compreso, e sì, anche il "culo" che alla blogger ha dato tanto fastidio – possano finalmente essere detti ad alta voce e... usufruiti.
    Personalmente ritengo che sia più infelice una donna che, per paura del giudizio sociale, vive secondo i "dettami" del sesso politically correct, anche se poi, magari, non prova un autentico orgasmo in tutta la sua vita e deve sempre fingere.
    Ecco :)

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    1. Oh Nina, fosse solo questo ti darei ragione.
      Ma quando diventa l'unico
      modo di vivere una storia, di sentire qualcosa di fisico,
      di legarsi a un uomo secondo me
      si è schiave peggio di prima... insomma finché
      è su carta o in un film posso anche dire chissenefrega,
      è una fantasia come un'altra,
      ma non mi piacerebbe che una ragazza
      si mettesse nelle mani di uno squilibrato come il protagonista, magari
      perché ha letto di quanto è eccitante una storia come questa su un libro,
      dove per fortuna tutti quanti sanno quando fermarsi.
      Io razionalizzo, non ci posso fare niente... boh... sarà un mio limite!
      Il malati di mente era riferito ai protagonisti della storia, non a chi vuole
      vivacizzare la sua sessualità, spero di non essere stata fraintesa :-)
      Skyla

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    2. Ho capito quel che vuoi dire... uh, questione annosa assai! E non credo di aver gli strumenti o le conoscenze per avere un'opinione precisa al riguardo, ahimè, sono confusa. Penso però che un conto sia la fantasia, un altro sia la realtà. Insomma, quando si legge, si è soli con il libro; dominatore e sottomessa (o viceversa, nel libro in cui parlavo nel post precedente a un certo punto i due protagonisti si scambiavano le parti) non sono ruoli reali, ma sono due aspetti della stessa persona... o no?
      Per questo tenderei a separare la narrativa dalla realtà. Non credo che una fantasia sessuale porti al bisogno di realizzarla; un conto è essere soli con se stessi un conto è mettersi nelle mani di un Mr Grey di passaggio—e in verità credo che chi nella vita reale viva già certe emozioni "forti" difficilmente leggerà questi erotici...

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    3. Mmh mi sa che hai ragione.
      E' che faccio fatica a non immedesimarmi nelle donne di cui leggo
      o a non pensare a qualcuna che conosco in quel ruolo ecc.
      Però abbiamo fatto un signor OT... e intanto zitto zitto è arrivato il week end!
      Cosa volere di più?

      Skyla

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  6. Ciao Nina, passo per un saluto veloce e per farti le congratulazioni per la tua nuova pubblicazione! Acquisterò al più presto Capitan Swing e ti farò sapere!
    PS per tornare a Oz, il film(sopracitato) mi sono rifiutata di vederlo: Il mago di Oz è stato un grande must della mia infanzia, tanto il libro quanto il film. Non me lo farei rovinare per nulla al mondo!

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    1. Ciao Francesca! Per Capitan Swing, grazie mille per la fiducia, ma se ricordo bene il tuo giudizio su Christopher credo che... ehm... Adam non ti piacerà :)

      Per "Il grande e potente Oz", io avevo grandi aspettative, invece! Un po' perché era diretto da Sam Raimi, un po' perché i paesaggi erano stati definiti burtoniani, e io, lo so, sarò naif e scontata, ma semplicemente *adoro* Tim Burton :)

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    2. Scusate se m'intrometto ma condivido pienamente il pensiero di Francesca D. anche io sono cresciuta adorando prima il Musical " Il Grande mago di OZ" seguito poi da quell'orrendo film che penso abbiamo eliminiato dalla storia del cinema credo non si trovi nemmeno piu' in VHS come si chiamava " Nel fantastico mondo di Oz "??? era orrendo , un film inquitante ...:(
      E per questo mi sono rifiutata di vedere questo film anche se sono stata tentata da una diavolo tentatore che si chiama James Franco....
      Ps. e per la cronaca anche io adoro Tim Barton sopratutto quando lavora con johnny Deep quei due creano dei capolavori che non piacciono a tutti perchè sono un pò noir ma io li adoro...!!
      Ho rivisto l'altro giorno la sposa cadavere ...geniale !!!!
      E vi devo dire ,anche se ho letto che non ha avuto molto successo , che a me è piaciuto anche l'ultimo loro lavoro ....
      Dark Shadows ...oddio quanto adoro Johnny

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    3. >> il Musical " Il Grande mago di OZ"

      Ma sono l'unica che non ha visto (o non ricorda) questo musical? :'(

      >> Ho rivisto l'altro giorno la sposa cadavere ...geniale !!!!

      Bellissimo e ammazza-kleenex

      >> Dark Shadows

      Non l'ho visto, questo! Ma se mi dici che ne vale la pena, potrei recuperare il gap e poi magari farci un post :)

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    4. Ma dai l'avrai visto sicuramente è il film cantato , forse era meglio se scrivevo cosi' perchè forse non è classificato proprio come un musical non so'... per metà in bianco e nero e per metà a colori ( quando Doroty arriva ad Oz ) ... è un evergreen ...;) è del 1939.

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  7. Anche io sono profondamente timbartonianaXD Anche se, ultimamente, Tim mi ha un po' deluso >__< prima aveva più... magia, non so, i suoi personaggi erano più complessi... io comunque vado in un brodo di giuggiole quando rivedo Nightmare, mi commuovo se sento la musichetta di Edward e impazzisco per Ed Wood! ^_^
    E vogliamo parlare del bambino ostrica??!
    Comunque, non mi lascerò scoraggiare per Capitan Swing^^ In realtà io ho un debole per gli uomini cupi, perennemente imbronciati e con la lingua tagliente (Rochester docetXD) anche se è vero, di Christopher non mi era piaciuta tutta la violenza che si portava dentro. Come lettrice, è stato molto difficile digerire e perdonare il suo comportamento e forse sì, non ci sono riuscita del tutto, ma ho apprezzato il fatto che tu abbia scelto, per lui, un finale che non è un classico 'happy end'. Ho trovato giusto che anche lui abbia perso qualcosa, qualcosa a cui teneva molto^^

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  8. Che bello, un'altra bartoniana :D
    Il mio preferito è "Il mistero di Sleepy Hollow"... oh, lo adoro, lo adoro :)
    Poi, beh, Nightmare before Christmas, Big fish (e dire che questo la prima volta che lo vidi non lo apprezzai per niente, e ora ogni volta ci piango a catinelle :D ) e La sposa cadavere. Invece, da Sweeny Todd in poi non anche io ho perso quel feeling con Tim...
    PS. A proposito di Sweeney Todd... non so se ti ricordi, ma in Lemonade a un certo punto c'è un flashback di Christopher e Matthew che vanno dal barbiere con la zia, e la carrozza si ferma proprio... sì, proprio così! In Fleet Street... :D

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  9. Una chicca per veri intenditoriXD Sweeney Todd non è tra i miei preferiti, perché non amo i musical. Comunque hai ragione, è da lì che ha perso il 'tocco'. Io ho come l'impressione che abbia messo da parte la poesia per dedicarsi a effetti speciali e storie più commerciali...
    Comunque, Big Fish: sono convinta che la scena del campo di asfodeli sia una delle scene più belle del cinema di sempre, la adoro!

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    1. >> sono convinta che la scena del campo di asfodeli sia una delle scene più belle del cinema di sempre, la adoro

      Ecco, ora mi è venuta voglia di rivederlo... :)

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