mercoledì 28 agosto 2013

Il grande e potente Oz


Questa non sarà la recensione del film "Il grande e potente Oz". No! Sono troppo infastidita per una recensione. E il fastidio deriva da un motivo fondamentale: detesto quando un character viene sprecato in un modo così plateale. Perché il personaggio di Oz, illusionista mascalzone e seduttore, aveva tutte le potenzialità per rendere questo film un buon film. Invece, ahimè, Oz diventa quasi subito l'ombra di se stesso, senza crescita che noi possiamo seguire, con patemi all'insegna del volemose bbene e dei baci perugina, e la sua evoluzione è banale, veloce e priva di pathos. 

Peccato. E sono così irritata che non è detto che l'eroe di un mio prossimo romance non prenda spunto proprio da questo character così bistrattato. Un personaggio leggero, ok, superficiale, ok, ma che non diventi in due scene il clichè della banalità o del moralissimo  e irritante "cuore d'oro".

Sigh. Povero, povero Oz. 


giovedì 22 agosto 2013

La promessa trilogy - L'incontro


Ci ho riprovato, ragazze. Ho riprovato a leggere un romanzo erotico. Anche questa volta ho fallito, abbandonandolo a metà, però devo dire di aver letto la prima parte con interesse, quindi provo a parlarvene.

Ho conosciuto questo libro da questa bella ed entusiastica recensione.  In particolare la descrizione del protagonista (un uomo "gentile") mi ha colpito e ho quindi provato a darmi una chance. E devo ammettere che la "gentilezza" di John Smith salta all'occhio. Infatti, l'uomo scambia la protagonista per una escort (e lei finge di esserlo per divertirsi un po') eppure è rispettoso e persino dolce con lei. E in una situazione in cui la maggior parte degli uomini si comporterebbe in modo brutale, il suo comportamento dice molto, e positivamente, su di lui.

Ho apprezzato altri aspetti del libro. La disinvoltura della protagonista, che si gode il sesso senza patemi; il BDSM visto in una prospettiva semplice e senza scandali—gioco sessuale e non sottomissione reale, cosa che i moralisti non capiranno mai, ma who cares. Dopo un po' mi sono stancata degli incontri di John e Lizzie (alias "Bettie"), però di certo ho apprezzato l'approccio giocoso del libro.

Tre cose, infine, mi hanno spinto ad abbandonarlo. 

In primis, la personalità di Lizzie. Non mi ha colpito molto. È una ragazza di ventiquattro anni, e non sa bene che fare della sua vita. Prende quello che viene, come ogni ventiquattrenne, però boh... avesse aiutato un gattino abbandonato o un'anziana ad attraversare la strada, o avesse avuto problemi sul lavoro, o... insomma, se le fosse successo qualunque cosa in grado di farmi palpitare e "tifare" per lei, forse sarei riuscita a interessarmi a quello che le succedeva, ma così... niente. Ecco. Una ragazza simpatica a cui succedono cose. E, pur augurandole ogni bene (con la b), non mi interessa saperle, queste cose. Mi capite?

Poi c'è John. Un uomo bellissimo e affascinante, ok, ma di ventidue anni più vecchio della protagonista. Questo è un ahi ahi per me. So cosa si dice degli uomini cinquantenni—che a letto siano i migliori. Forse è vero, però io, leggendo le ardite performance di John e Lizzie, non riuscivo a smettere di pensare che quando John avrà 70 anni Lizzie ne avrà appena 48—quarantotto, cavolo! Questo pensiero è stato una sorta di fischio in sottofondo, un fastidio mentre leggevo, che si è sommato all'ultimo, vero motivo che mi ha spinto a mollare il libro. 

Ovvero, l'invito a pranzo che John fa a Lizzie. Ecco, essendo a tavola, mi aspettavo che parlassero un po'. Non per sentimeno o per ammore, ma perché è quello che succede quando sei di fronte a qualcuno, uomo o donna che sia. E invece, che fanno loro due? Giochini sessuali. Mi hanno un po' infastidito, ecco. Stancato, più che altro. Non potevano parlare di un film? Di un libro? Dei reciproci segni zodiacali? È la prima volta che si incontravano fuori dalle lenzuola e insomma, siete due persone, non due macchine. Non avete voglia di chiacchierare del più e del meno? Senza mettere in mezzo coinvolgimenti emotivi, chiacchierare è bello in generale. Io sono una chiacchierona, ad esempio, mi piace parlare di tutto e stordire l'interlocutore... come, l'avete già notato? ;)

Quindi, tirando le fila di questa inconcludente mezza recensione, vi consiglio di leggere questo libro? Beh, credo che valga la pena provarci. Almeno un po'. Spenderci dei soldi non so, dipende da voi. Magari cercate di farvelo prestare e verificate se è il vostro genere, oppure sbirciatelo in libreria prima di acquistarlo. È divertente in molti momenti... mi ha dato l'impressione di essere un po' un porno per donne, che non si prende sul serio e gioca con il sesso senza paranoie.
Se lo leggerete fino in fondo (e daje, con la malizia... ma siete tremende, non c'era nessun doppio senso...) fatemi sapere se è il caso che lo riprenda in mano (...no, e qui mi rifiuto di darvi corda ;D ).

domenica 18 agosto 2013

Il rosa nascosto / 3


Il rosa del libro di cui voglio parlarvi oggi non ha nulla di “nascosto”, in verità. Ma considerando che la casa editrice è Einaudi, e affermare che Einaudi pubblica romanzi rosa è considerato blasfemo, dirò fischiettando che questo libro è un semplice mainstream.

La maga delle spezie, di Chitra Banerjee Divakaruni, parla di una maga delle spezie, Tilo, che apre il suo negozio a San Francisco e incontra clienti diversi, ognuno dei quali con una storia da raccontare. I clienti sono perlopiù indiani... e donne. Mi piace questo libro per tanti motivi, ma soprattutto perché affronta un tema a me caro: il lento e difficile percorso che porta donne sottomesse (in questo caso oppresse da usi e costumi di una cultura maschile e patriarcale come quella indiana) verso l'emancipazione e la rivendicazione della propria identità di donna e persona.

La storia di Tilo si intervalla con quella delle proprie clienti. La maga proverà ad aiutarle con le sue spezie, ma il romanzo insegna una cosa importante; la magia più forte è la nostra volontà. Detta così sembra banale, ma questa è solo colpa mia, perché non c'è nulla di banale in questo libro. Se lo leggerete, lo scoprirete da sole... e potrete fare un sacco di pozioni d'amore con le spezie, di cui scoprirete segreti e magie :)

PS. Da questo libro è stato tratto un film, che io però non ho visto. L'attrice scelta per la parte, la bellissima Aishwarya Rai, non mi sembra adatta al ruolo di Tilo, donna invece di aspetto modesto (una “plain Jane” a dirla tutta). Non vorrei rovinare una bellissima lettura con una trasposizione cinematografica modesta; ma se per caso mi sbaglio e voi avete visto il film trovandolo carino, fatemelo sapere e cercherò di recuperare :)


mercoledì 14 agosto 2013

Pirati! Briganti da strapazzo


Capita a tutti di non trovare il libro adatto da leggere, in certi periodi dell'anno. Così per me in quest'ultimo mese—nessun libro è stato in grado di farmi battere davvero il cuore. Ahimè. E ora ho quasi paura a cominciarne altri; dopo aver verificato quanto i miei gusti, ultimamente, siano in contrapposizione con la maggioranza delle lettrici, ho timore a seguire anche le recensioni più entusiastiche. 
Così mi sono rifugiata nella mia seconda passione— i film d'animazione! 
Li adoro, e approfittando delle vacanze e dei cinema all'aperto, li guardo non appena me ne capita l'occasione. In questo post voglio parlare di uno di questi in particolare, uscito l'anno scorso ma che io, up to date come sempre, ho visto solo ora.

Premessa. Sapete che io rifuggo da tutto ciò che parla di pirati. No! Li detesto, e questo mi impedisce di leggere anche autrici, come Kathleen McGregor, universalmente acclamate. Spero di riuscire a superare questo blocco, un giorno. «Hai però visto "Pirati! Briganti da strapazzo"!» mi rinfaccerete voi con tanto di sopracciglio alzato. Vabbè, ma non potevo non farlo: i produttori sono gli stessi di "Galline in fuga", capite. E io ho adorato Galline in fuga, per un sacco di motivi—il principale di questi è che (il testo seguente è uno SPOILER e se volete leggerlo dovete evidenziarlo) il protagonista, il gallo Rocky, è un perfetto eroe da romance; inizialmente sbruffone, baro e falso, si redime infine per amore e per giustizia. 
(Fine SPOILER.) 

"Pirati! Briganti da strapazzo" mi è piaciuto, anche se mi ha lasciato un po' così nel finale. (Il testo seguente è uno SPOILER e se volete leggerlo dovete evidenziarlo.) 
Infatti mi aspettavo un po' di romance, e invece la piratessa travestita da uomo non svela mai la sua identità. Cosa per un verso originale e forse anche profonda (a lei la vita piace così com'è) e per un verso frustrante, per una che, come me, ama avere una coppia di innamorati alla fine della storia.
(Fine SPOILER.) 
Ma diciamocelo, questo non toglie nulla al film, dove troviamo non solo i pirati, ma anche una cattivissima regina Vittoria, un Darwin innamorato, una Jane Austen un po' civetta e un Elephant Man che riesce a essere malinconico anche in formato cartoon. (Con un miscuglio temporale pienamente in linea con la vena anarchica del film).

Insomma, ve lo consiglio. E se l'avete visto o lo guarderete, ditemi cosa ne pensate.