lunedì 28 gennaio 2013

But it is of small importance

"E così questa sarebbe la risposta che ho l'onore di ricevere? Potrei forse desiderare che mi si chiarisca per quale motivo con così poco riguardo alla cortesia mi si respinge. Ma dopotutto ciò non ha molta importanza."

Oh, ma ha importanza, ne ha eccome per te, non è vero, Mr Darcy? Anche se ti appoggi alla mensola del camino e ti atteggi a imperturbabile. Ha importanza, e ci rimuginerai su tutta la notte, e ci scriverai sopra una lunga lettera; e in seguito affronterai i bassifondi di Londra, cercherai l'aiuto di persone che disprezzi, e ti abbasserai a chiedere una seconda volta; ha importanza, e io credo che sia stato questo il momento in cui mi sono innamorata di te, quando hai detto queste parole pallido e scosso, lottando per mantenere una calma apparente, quando non ti ho creduto neppure per un attimo. 

But it is of small importance.

Ogni lettrice ha un motivo diverso, un momento diverso, una frase diversa per amare "Orgoglio e pregiudizio"; ma in fondo, questo sì, non ha importanza. Importa solo che lo amiamo da duecento anni, questo libro, e lo ameremo ancora, tra duecento anni.

La prima edizione di "Pride and Prejudice" - 28 gennaio 1813





sabato 19 gennaio 2013

Non fate complimenti







A volte, per fare un complimento a un'autrice di romance, le si dice che il suo romanzo va "oltre il genere rosa". Oppure, le si dice che il suo libro "potrebbe essere letto con piacere anche da un uomo, sai?".
Vi prego, non ditelo a me! C'è che io sono orgogliosa di scrivere "rosa". Per due motivi in particolare: amo le storie d'amore a lieto fine, e soprattutto mi rivolgo a un pubblico rosa, cioè femminile. Sì, femminile; non credo che un uomo potrebbe capire davvero quello che voglio dire. Più che ottusi, non hanno sfumature.
...
Ovvero, sono ottusi.



giovedì 10 gennaio 2013

Odio gli snob

Pensieri sparsi in qua e in là, senza troppa logica.
Ma tutto vi sarà chiaro arrivati all'ultima riga.

Ho sempre letto tutto quello che mi è capitato sotto mano, soprattutto da ragazzina. Pochi soldi, in casa, per comprare libri. E allora ogni cosa andava bene, fossero i vecchi gialli Mondadori di mia madre, i romanzi rosa allegati a Intimità della padrona di casa, i libri trovati in soffitta. Così a "La ragazza di Bube" seguivano tre Harmony o dopo "Piepel" arriva Agatha Christie.
E per quanto un libro fosse brutto, per quanto ne abbia un brutto ricordo, per quanto fosse persino portatore di idee retrograde, dentro ci ho sempre trovato uno spunto di riflessione.
Ogni singolo libro mi ha fatto felice per qualche ora. Ogni singolo libro mi ha reso quella che sono adesso.
Se fossi nata in una famiglia snob, avrei letto solo cose con il bollino blu, e non mi sarei chiesta, ad esempio, perché un libro con una morale retriva riuscisse comunque a piacermi. Non mi sarei interrogata sulle mie contraddizioni, non mi sarei stupita di trovare profondo un albo di Topolino. Avrei una mente dannatamente lineare, e chiamerei "stupido" chiunque apprezzasse un old-fashioned Liala o un più moderno Twilight.

Lo snob letterario ci insegna che solo leggendo libri con il bollino blu si impara a ragionare in modo complesso. Oh, e lo stesso discorso ve lo propinerà parlando di film, o di musica, o di una qualunque branca dello scibile.

Sarà. A me resta un dubbio: forse è proprio chi non riesce a vedere niente di interessante nei libri semplici a ragionare in modo semplice. Non importa; quel che importa è che la canzone che vi linko sotto mi piace un sacco, a proposito di cultura pop. E avevo una gran voglia di condividerla :)



PS: ve l'avevo detto, che tutto vi sarebbe stato chiaro all'ultima riga ;)