lunedì 31 dicembre 2012

Confusi propositi

A fine anno, come sempre, si tira un bilancio. È una faticaccia, perché il 2012 è stato complicato. Allora, dividiamo in sottoinsiemi. Semplifichiamo — proprio come non si può fare con la vita.

Diciamo che, dal punto di vista umano, è andata così per alcuni versi e cosà per altri.
Dal punto di vista lavorativo (ufficiale) una schifezza totale.
Dal punto di vista della scrittura, a inizio gennaio 2012 ho cominciato a fare le mie ricerche storiche per Capitan Swing e a fine dicembre 2012 l'ho mandato alle case editrici: un anno intero in compagnia di Adam e Becky, poteva andarmi peggio.

Cosa mi aspetto, ora, per il 2013?

- 10, 9, 8...
Come prima cosa, ovviamente, decidere di cosa scrivere. C'è la trilogia di Coxton, come sapete, ovvero portare su carta il capitolo 2, "Lo zoppo di Coxton", e il capitolo 3, "Ritorno a Coxton". Ma per vari motivi è una strada che non penso di intraprendere fino al 2014.

Quindi? Beh. Tempo fa scrissi i primi capitoli di un altro romance, "Il giocatore", di cui adoro il prologo (che magari potrei mettere sul blog per sentire cosa ne pensate). Ambientato a Londra qualche anno prima di Lemonade, anche il giovane Christopher Davenport ci fa una breve apparizione; Victor Sanders, il protagonista, è infatti (come dice il titolo) un giocatore, e se ricordate, la fortuna di Chris si accumula in gran parte giocando d'azzardo (e barando).

È anche possibile che mi prenda un periodo di riposo. Ovvero: leggere tutti i libri che non ho potuto leggere quest'anno!

Oppure, potrei scrivere qualcosa sotto pseudonimo, per avere un po' più di libertà. In effetti sento il bisogno di scrivere, e nello stesso tempo sento il bisogno di non confrontarmi con Lemonade.

Insomma, più che buoni propositi sono propositi confusi. Quindi, una volta tanto, sono sicura di riuscire a rispettarli, in un modo o nell'altro :)


Vedremo. Intanto, a voi tutti, auguro un buon 2013. Un 2013 in cui chi ha dimenticato le cose importanti (l'amore, la giustizia, la rabbia, la cioccolata) possa ricordarle; chi non le ha dimenticate possa ottenerle; e chi le ha ottenute, beh... ci spieghi come ha fatto :)


domenica 2 dicembre 2012

La cosa principale

«Le mie cose sembrano belle, ma non è vero. Sono brutte, invece. Dovevo morire io. Non vostra moglie. Vostra moglie l’aveva la cosa principale che rende tutto bello. Io no. Io sono brutta. Solo in mezzo al letame e alla spazzatura devo stare. Dovevo morire io.»
«E qual è, signorina, secondo voi, questa cosa principale?» aveva chiesto nonno. Ma dalla stalla non si era sentito più niente.
(da "Mal di pietre", di Milena Agus)

Non è la prima volta che non mi trovo d'accordo con aNobii nel giudizio di un libro. Di questo libro in particolare, "Mal di pietre" di Milena Agus. Gli anobiani in media gli danno tre stelline e mezza, ma soprattutto sono pochi i "Cinque stelle". Ecco, per me invece è un cinque stelle, ed è strano, perché i libri che valuto così, ultimamente, sono rarissimi. Un po', lo ammetto, per colpa mia: non richiedono un coinvolgimento emotivo troppo forte, le scelte letterarie che ho fatto negli ultimi tempi — va così; il mio stato d'animo è agitato di suo, e lo coccolo un po' — e perciò è normale che, alla fin fine, non mi colpiscano neppure granché. 
Per fortuna, ogni tanto ricordo che "la nostalgia è una cosa triste, ma anche un po’ felice", e sprofondo in pagine come queste, di una donna passionale e sbagliata, di parole non dette e dubbi che rimangono, di momenti persi e momenti ritrovati. 

"E nonna sempre si chiedeva come è strano l’amore, che se non vuole arrivare non arriva con il letto e neppure con la gentilezza e le buone azioni ed era strano che proprio quella, che era la cosa più importante, non ci fosse verso di farla venire in nessun modo."