mercoledì 24 ottobre 2012

Romance a oggetti

Si parla molto di traduttori, ultimamente. Anzi, di traduttori scarsini. Nel mondo del romance il problema è più sentito che mai, perché, essendo letteratura di serie "B" (vedi nota 1), la traduzione è più che tirata via.

Eppure, ci avete fatto caso? Preferiamo comunque gli autori stranieri, anche mal tradotti, a quelli di casa nostra. E quindi la domanda sorge spontanea. Possibile che noi italiani facciamo schifo nonostante la lingua originale?

Ecco qua un esempio di domanda autoposta a cui non so come rispondere. Qualcuno a questo punto potrebbe avanzare dubbi sulla mia genialità. Io guardo e passo, e provo a ragionarci lo stesso. Il fatto è che, vedete, alcuni dei miei scrittori preferiti sono, in effetti, italiani.
Però in alcuni generi la regola "straniero sì, italiano Dio ce ne scampi" semplicemente funziona, è un dato di fatto.

Pensate ai gialli, ad esempio.
O i rosa.

Già, i rosa. C'è poco da fare. Il romance italiano è rimasto fermo al melò anni '50.


Il signore qua sopra è Amedeo Nazzari. A mia nonna i suoi film piacevano molto. Li davano su ReteQuattro qualche anno fa, e ricordo che erano in bianco e nero e che gli attori piangevano in continuazione. Parlando archetipicamente, Amedeo è la base del protagonista romance italiano. In informatica, nella programmazione ad oggetti, si potrebbe definire Amedeo Nazzari come classe padre, da cui derivano tutti gli altri protagonisti.

Perciò, se proviamo a descrivere così la classe padre:

type TAmedeoNazzari=class
protected
     piagnucolio : integer;
     onore : String;
     onesta : String;
     virtu : string;
     coraggio : integer;
public
     constructor create(AntagonistaCattivissimo:tAntagonistaCattivissimo);
end;

La classe figlio, TProtagonistaRomanceItaliano, potrà avere altre qualità oltre a quelle di TAmedeoNazzari, che so, soldi, muscoli, barbetta incolta. E il motivo di azione che darà inizio alla trama potrà non essere l'azione di un tAntagonistaCattivissimo ma un altro evento/personaggio. Gli attributi di base, però — piagnucolio, onore, onestà ecc — quelli rimarranno, e non ci potete fare niente. Non prendetevela con me: è la programmazione a oggetti, bellezza.

Type TProtagonistaRomanceItaliano=class(TAmedeoNazzari)
protected
     soldi:integer;
     muscoli:integer;
     baffetti_da_sparviero:string;
public 
    constructor create (Disgrazia:tDisgraziaCheNonIntaccaLaMoralitaDelNostro);
end;

Uscendo da Matrix, si potrebbe dire che nel romance italiano c'è una sovrabbondanza di buoni sentimenti, un politically correct al limite del molesto. I personaggi sono tagliati con l'accetta, ci sono cattivi cattivissimi e protagonisti che alla parola fine poco ci manca che gli spuntino ali e aureola. Insomma, c'è un moralismo di fondo da parte delle autrici, un prendere per mano la lettrice rimanendo nei ben chiari binari di una morale semplicistica e spesso opinabile.
Ok, qui forse dovrei aggiungere che non ho niente in contrario alle paternali, se me le si vende bene. Snocciolatemi banalità, se vi va, ma fatelo in modo interessante. Che so, brioso. Peccato che la condiscendenza e il senso di superiorità raramente vadano a braccetto con uno stile originale o divertente.

Ora che mi sovviene, dovrei forse aggiungere anche che il mio giudizio si basa su... ehm... tre romanzi. Sì, tre. E lo so, cono superficiale e cattiva e antipatriottica e blabla. Anzi no, perché questo post è proprio una richiesta: c'è qualche autrice di romance, italiana, che secondo voi valga la pena leggere?

(Nota 1) C'è un modo semplice per capire se state leggendo un libro di serie A o uno di serie B. La letteratura di serie A racconta storie che vanno a finire male. Quella di serie B racconta storie a lieto fine. Insomma, se quando chiudete un libro vi sentite delle merde, non avete più fiducia nel genere umano e tutto quel che volete fare è infilarvi sotto il tavolo con le mani sulle orecchie a dondolare su voi stessi, rallegratevi: avete ufficialmente raggiunto l'eccellenza.

4 commenti:

  1. Cavolo che postone... Merita il Commento Abnorme.

    Premettendo che finora la mia unica autrice romance italiana gradita ai livelli delle straniere sei tu, sul politically correct io ho un'altra idea invece.
    Penso che le americane siano bigottissime per forza di cose perché le lettrici americane cassano i libri se le protagoniste femminili non vengono trattate coi riguardi di una società moderna, anche se la storia é ambientata nell'ottocento o nell'antica Roma, quando notoriamente non c'era 'sto gran rispetto per le donne.
    Cmq ti voglio raccontare questa cosa: una volta ho seguito una discussione su un libro di Jo Beverly che veniva denigrato dalla maggior parte delle lettrici perché il protagonista maschile era troppo "bastardo", ad un livello tale che dopo un certo atto di lui avevano dovuto chiudere il libro perché non ce la facevano a continuarlo. Mentre l'altra fazione, una piccola minoranza, lo difendeva dicendo che era stato bastardo perché aveva i suoi buoni motivi e bisognava contestualizzarlo e capirlo eccetera.
    Ho immediatamente comprato il libro, pensando che il lui in questione fosse un tipo di protagonista che avrebbe potuto piacermi, e non ti dico la mia sorpresa quando ho scoperto che il grande atto di bastardaggine era una sberla da parte di lui data alla donna perché per dei "falsi indizi" aveva creduto che lei gli facesse le corna. Cioé, una sberla una... Parliamone! Inoltre tipo due secondi dopo si chiariscono e lui chiede umilmente perdono.
    Capisci che sono rimasta un tantinello scioccata e penso che il pubblico americano sia politically correct ancora di piu' di quello italiano... Ma parecchio di piu'! Ero allibita. Detto questo pero' penso anche io che siamo indietro su molte altre cose, secondo me il problema in questo paese é che in forma scritta c'é una ricerca spasmodica della tragedia... (come dicevi anche tu sul finale) non c'é un minimo di ironia e leggerezza manco a pagarle oro.
    Vanno bene le tragedie per carità, ma intervallare un po' con qualcosa di carino e divertente senza troppe pretese?
    Secondo me gli autori italiani aspirano alla letteratura con le storie tragiche, ed é per questo che penso che, a conti fatti, gli autori stranieri siano meglio: non si prendono cosi' tanto sul serio.
    forse sono andata fuori tema... :S
    pero' eccoti il preannunciato Commento Abnorme in ogni caso. :)
    E bentornata!
    Manu
    P.S. Il pezzo con il paragone informatico l'hai scritto sotto effetto dei medicinali che hai preso per l'influenza vero?

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  2. Ahaahhahah no, non sono le medicine... sono così di mio! Il fatto è che scrivo i post mentre scrivo il codice sorgente, e così stavolta ce n'è finito un po' dentro. Un giorno farò il contrario, cioè scriverò nel codice i miei sproloqui, e allora preparati al nuovo millennium bug :)
    Tornando alle cose serie, dette anche amedeo-oriented (ok, la smetto, la smetto... ma se tu fossi una programmatrice ti farebbe ridere, ecco!). Credo che ognuno abbia la propria morale, e ci può stare. Tu fai il paragone con lo schiaffo, io ti posso parlare di un libro della Howard che ho dovuto chiudere per la cattiveria del protagonista. Mi ha nauseato, ma credo di essere stata una delle poche. E vedi, secondo me è giusto così. È giusto che la si pensi in modo diverso. Il problema non è tanto che i personaggi rispettino o meno delle regole morali, il problema è che in Italia, secondo me, ci si autocensura. Cioè una vorrebbe magari scrivere di uno bastardissimo alla Howard, e poi si ritrova a scrivere di un filantropo con aureola e ali piumate perché altrimenti viene accusata di antifemminismo, violenza, uccisione dei cuccioli di foca. E lo stile non fa che adattarsi al contenuto. Infiorato e pulitino, si prende sul serio come i personaggi.
    Snort.

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  3. Potresti provare a dare una possibilita' ai vecchi romanzi di Elinor Childe. Sono piu' che altro delle commedie di maniera a sfondo sentimentale e sono... diversi, decisamente diversi. La prosa e' molto strutturata, si potrebbe dire che richiami un po' quella di alcuni scrittori dell'epoca georgiana in cui i libri si ambientano. Contrasti d'amore e' il primo e forse quello piu' facilmente approcciabile (e' diventato uno dei miei comfort books). Ormai si trovano praticamente solo in biblioteca e nell'usato, qui e la'.
    Ludo.

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  4. Che bello, quando mi si suggerisce un/una nuovo/a autore/trice vado in brodo di giuggiole. Questa sera da casa verifico se trovo qualcosa sul mulo (eMule), che è diventata la mia personale ancora di salvezza quando cerco libri fuori commercio... intanto grazie 1000, Ludo :)

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