mercoledì 31 ottobre 2012

Voglio, comando e posso

Mi piace Halloween. Più che il carnevale. Halloween ci permette di metterci in mostra per quel che siamo, carnevale per quel che la società vorrebbe che fossimo. Principesse e Superman contro zombie e streghe. E davvero, ci possono essere dubbi?

E poi, diciamocelo. Vestirsi da strega è appagante. È un reato tutto femminile, la stregoneria, inventato contro le donne, storicamente sessista. Con tanto di Malleus Maleficarum e tutto il resto.
Siamo noi che facevamo paura al punto da doverci bruciare. Figo, a pensarci adesso. E a essere sincera, a volte mi chiedo quand'è che sono riusciti a bruciarci del tutto. Hanno usato il rogo, per eliminare quello che di incontrollabile che c'era in noi, o è bastata la pubblicità della mozzarella light?

Comunque, stasera è Halloween. Siete pronte a fare paura?


mercoledì 24 ottobre 2012

Romance a oggetti

Si parla molto di traduttori, ultimamente. Anzi, di traduttori scarsini. Nel mondo del romance il problema è più sentito che mai, perché, essendo letteratura di serie "B" (vedi nota 1), la traduzione è più che tirata via.

Eppure, ci avete fatto caso? Preferiamo comunque gli autori stranieri, anche mal tradotti, a quelli di casa nostra. E quindi la domanda sorge spontanea. Possibile che noi italiani facciamo schifo nonostante la lingua originale?

Ecco qua un esempio di domanda autoposta a cui non so come rispondere. Qualcuno a questo punto potrebbe avanzare dubbi sulla mia genialità. Io guardo e passo, e provo a ragionarci lo stesso. Il fatto è che, vedete, alcuni dei miei scrittori preferiti sono, in effetti, italiani.
Però in alcuni generi la regola "straniero sì, italiano Dio ce ne scampi" semplicemente funziona, è un dato di fatto.

Pensate ai gialli, ad esempio.
O i rosa.

Già, i rosa. C'è poco da fare. Il romance italiano è rimasto fermo al melò anni '50.


Il signore qua sopra è Amedeo Nazzari. A mia nonna i suoi film piacevano molto. Li davano su ReteQuattro qualche anno fa, e ricordo che erano in bianco e nero e che gli attori piangevano in continuazione. Parlando archetipicamente, Amedeo è la base del protagonista romance italiano. In informatica, nella programmazione ad oggetti, si potrebbe definire Amedeo Nazzari come classe padre, da cui derivano tutti gli altri protagonisti.

Perciò, se proviamo a descrivere così la classe padre:

type TAmedeoNazzari=class
protected
     piagnucolio : integer;
     onore : String;
     onesta : String;
     virtu : string;
     coraggio : integer;
public
     constructor create(AntagonistaCattivissimo:tAntagonistaCattivissimo);
end;

La classe figlio, TProtagonistaRomanceItaliano, potrà avere altre qualità oltre a quelle di TAmedeoNazzari, che so, soldi, muscoli, barbetta incolta. E il motivo di azione che darà inizio alla trama potrà non essere l'azione di un tAntagonistaCattivissimo ma un altro evento/personaggio. Gli attributi di base, però — piagnucolio, onore, onestà ecc — quelli rimarranno, e non ci potete fare niente. Non prendetevela con me: è la programmazione a oggetti, bellezza.

Type TProtagonistaRomanceItaliano=class(TAmedeoNazzari)
protected
     soldi:integer;
     muscoli:integer;
     baffetti_da_sparviero:string;
public 
    constructor create (Disgrazia:tDisgraziaCheNonIntaccaLaMoralitaDelNostro);
end;

Uscendo da Matrix, si potrebbe dire che nel romance italiano c'è una sovrabbondanza di buoni sentimenti, un politically correct al limite del molesto. I personaggi sono tagliati con l'accetta, ci sono cattivi cattivissimi e protagonisti che alla parola fine poco ci manca che gli spuntino ali e aureola. Insomma, c'è un moralismo di fondo da parte delle autrici, un prendere per mano la lettrice rimanendo nei ben chiari binari di una morale semplicistica e spesso opinabile.
Ok, qui forse dovrei aggiungere che non ho niente in contrario alle paternali, se me le si vende bene. Snocciolatemi banalità, se vi va, ma fatelo in modo interessante. Che so, brioso. Peccato che la condiscendenza e il senso di superiorità raramente vadano a braccetto con uno stile originale o divertente.

Ora che mi sovviene, dovrei forse aggiungere anche che il mio giudizio si basa su... ehm... tre romanzi. Sì, tre. E lo so, cono superficiale e cattiva e antipatriottica e blabla. Anzi no, perché questo post è proprio una richiesta: c'è qualche autrice di romance, italiana, che secondo voi valga la pena leggere?

(Nota 1) C'è un modo semplice per capire se state leggendo un libro di serie A o uno di serie B. La letteratura di serie A racconta storie che vanno a finire male. Quella di serie B racconta storie a lieto fine. Insomma, se quando chiudete un libro vi sentite delle merde, non avete più fiducia nel genere umano e tutto quel che volete fare è infilarvi sotto il tavolo con le mani sulle orecchie a dondolare su voi stessi, rallegratevi: avete ufficialmente raggiunto l'eccellenza.

venerdì 19 ottobre 2012

Codice verde lattiginoso

D'accordo, ho il raffreddore.
Io odio il raffreddore

Quando mi ammalo mi metto in un angolo e mi deprimo. Ma non ci sperate, non durerà. Tornerò presto, giusto il tempo di trovare qualcuno che canti per me "Soft Kitty"...






martedì 9 ottobre 2012

Il sesso è una cosa brutta

C'è questa gran polemica che alle donne piace leggere di sesso. E scopriamo così, out of the blue, di non essere asessuate. Oh poffarbacco dirindindina, l'avreste mai detto?

Chiamatelo erotico, chiamatelo porno, chiamatelo come vi pare. Già sapete che io non ho trovato, al momento, romanzi di questo filone che mi siano piaciuti. Sono stramazzata ai primi incontri delle Cinquanta Sfumature, ho provato con Lora Leigh (stramazzata pure lì), e potrei continuare.
O forse no, non potrei continuare, perché temo di averci rinunciato.
Ma non è che non mi piaccia leggere scene di sesso, eh. Un libro asessuato, che pare sia l'ideale di cultura di qualità, a me sembra una cosa ben strana, come uno che per fare l'intellettuale si taglia il... braccio. Diavolo, il sesso è importante, come minimo se ne deve parlare e ci si deve fantasticare, fa parte della vita, santo cielo, what's wrong with you?

Però ammetto questo. Se gli incontri sessuali servono, ai fini della trama, li leggo volentieri. Tipo, prima volta (trai due c'è feeling a letto?), superamento di qualche problema (la prima volta è andato male? prima era sesso ora è amore? ecc...), riappacificazione... eccetera.
Ma se gli incontri si ripropongono senza nessun avanzamento di trama mi annoiano, come un dialogo già letto. Insomma, so già che tra i due protagonisti va alla grande in camera da letto... cosa cambia se viene ripetuto dieci volte, in dieci posizioni diverse, se i personaggi prima e dopo sono esattamente gli stessi?
Come la telecronaca di una partita di cui so già il risultato... o l'ennesima descrizione poetica di un tramonto o paesaggio. Insomma, quel che nel romanzo erotico mi stanca, è che lo scopo è il sesso, non la risoluzione dei conflitti della trama. Niente di male, ma mi annoia.

Però non c'è solo il romanzo erotico. C'è anche il racconto erotico. E forse sono proprio i racconti che potrebbe avvicinarmi al genere. In fondo, il racconto è un attimo di vita, il romanzo è invece una sequenza di attimi, dove ognuno di essi deve dirmi più del precedente e meno del successivo.

Vi ho lanciato addosso tutte queste parole per segnalarvi un'iniziativa intrigante anzichenò. È quella  de La mia biblioteca romantica, di cui potete leggere il “bando” qui. Invitano le scrittrici o aspiranti tali a inviare loro un racconto erotico – e guardate che immagine hanno scelto per l'iniziativa:

Wow. vero?

Io non parteciperò, ahimè, perché non mi è venuta nessuna buona idea. Tra l'altro, le parti erotiche sono quelle che trovo più difficili da scrivere; forse proprio perché sono quelle più importanti per il mio tipo narrazione, dove i personaggi spesso usano il corpo per comunicare, rivelarsi, scoprirsi, invece delle parole. Per questo sto cercando di migliorare il mio modo di narrare l'erotismo; e senza squilli di trombe e fanfare, posso dire di essere piuttosto soddisfatta delle scene di sesso tra Adam e Becky in Capitan Swing – anche se la prima sconvolgerà la maggior parte di voi, ma non sottilizziamo.
Per questo non vedo l'ora di leggere i racconti de LMBR, imparare qualche tecnica, e perché no, eccitarmi. (Oh my, cos'ho detto. Questo mi costerà mezz'ora in ginocchio sui ceci, lo so. E allora, ripetete con me: “il sesso è una cosa brutta, il sesso è una cosa brutta, il sesso è una cosa brutta...”)

lunedì 8 ottobre 2012

L'uomo ideale

È Sheldon Cooper, ho deciso. D'accordo, d'accordo, non ti vuole, e questo è un particolare seccante. Ma il suo rifiuto è indipendente da quello che sei—almeno fino alla seconda stagione di The Big Bang Theory, che è dove sono arrivata finora.


Perché sentite. Se è vero che l'amore incondizionato non esiste, il rifiuto incondizionato, perlomeno, sì. E diciamocelo, non è la cosa più rilassante che possa venirvi in mente?