martedì 25 settembre 2012

Per una volta, siete voi che non potete entrare

Rimini, finalmente, vieta i circhi con animali selvatici.








3 commenti:

  1. questa é davvero una bella notizia!
    odio i circhi con tutte le mie forze, e da molto molto prima di diventare vegetariana.
    ho visto sotto che tu sei vegan! :)
    io non sono vegan comunque, perché voglio mangiare delle proteine animali, anche se sto attenta a dove e cosa compro ovviamente.
    cerco di stare un po' attenta in generale, ma su certe cose difficili lascio perdere, per es. le scarpe. ho scoperto con grande dispiacere che son sempre tutte di pelle. non lo sapevo davvero. sono di pelle anche delle scarpe che non sembrano di pelle! :(
    Manu

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  2. Io per vestirmi in genere cerco su siti o gruppi fb vegan, dove segnalano gli abiti / scarpe vegan, non solo di marche cruelty, ma ad esempio alcuni modelli di Bata, Puma se non ricordo male... insomma, devo ammettere che non mi pesa, soprattutto visto che la rete ha sempre tutte le risposte (io AMO la rete!).
    E a proposito di circhi, pensa al mio shock quando in "Kiss an angel" di SEP mi sono ritrovata come ambientazione proprio un circo con animali!
    Per fortuna la Phillips mi ha stupito, mostrando una sensibilità non affatto scontata nei confronti degli animali, e una critica molto forte alla "menagerie". Anche se non è un libro che riuscirei a rileggere, soprattutto per il finale che mi ha masticato le viscere.

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  3. per SEP, anche io, idem sputato.
    a me é piaciuta quella specie di telepatia della tigre con la protagonista, quello si'.

    per le cose vegan, io ho cominciato a fare un po' attenzione dopo aver letto e visto cose orrende in rete. devo ammettere pero' che scarpe, saponi e trucchi mi hanno demoralizzato un po'. trovo faticoso dover stare attenta a tutto, leggere il dietro di tutto e, per certi prodotti, anche leggere non mi serve perché non capisco una cippa di niente.
    adesso, a parte le cose che so già di mio, se mi trovo davanti qualcosa da comprare che non conosco, attuo l'atteggiamento "se mi capita di avere una scelta di facile comprensione ok, se no amen." tipo se finisco il sapone o il bagnoschiuma e sono ad una bancarella o in un negozio e ci sono saponi che dicono chiaramente "vegetale", fatto con olio di oliva, ecc., preferisco quello, certo, ma se no amen.
    un giorno avevo trovato in internet la ricetta per fare i saponi a casa, volevo troppo provare e l'idea mi piaceva, ma chi ha il tempo di fare anche quello?
    per i trucchi e le creme, non compro roba testata sugli animali di sicuro e quello lo chiedo sempre e in genere lo sanno anche, ma gli ingredienti?
    incomprensibili, e spesso le commesse non sanno le cose cosi' tanto in dettaglio...
    quante volte le commesse dei panettieri o dei bar / pasticcerie non sanno se c'é lo strutto nei croissants che vendono, figurati quelle dei trucchi per gli ingredienti dei trucchi!
    poi quando comincia a diventare troppo complicato mi scoccio anche a dire la verità. e mi pesa.
    percio', ho deciso che cerco di fare qualcosa comunque, anche se piccola, e per il resto amen.
    é ovvio che mi rattristo a pensare certe cose e mi sento in colpa che non faccio abbastanza, ma davvero poi mi risulta pesante se la prendo cosi' e cerco di pensare piuttosto che qualcosa di piccolo nel mio piccolo sia sempre meglio di niente.
    Manu

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