lunedì 30 luglio 2012

Raccontami la tua triste storia del cazzo


«Ora» dicono quelle labbra Plumbago «mi racconterai la tua storia come lo hai appena fatto. Scrivila tutta quanta. Racconta quella storia, ancora e poi ancora. Raccontami la tua triste storia del cazzo per tutta la notte.» Quella regina Brandy punta verso di me un dito lungo e ossuto.
«Quando capisci» dice Brandy «che quella che racconti è solo una storia. Che non sta più succedendo. Quando realizzi che la storia che stai raccontando sono solo parole, quando puoi sbriciolarla e gettare il tuo passato nel secchio dell'immondizia» dice Brandy, «allora riusciremo a capire chi sarai.»

Chuck Palahniuk, "Invisible Monsters"


mercoledì 25 luglio 2012

È pur sempre fantasia al potere


«Qualche problema con il tuo ragazzo, Liberty?»
Angie rispose prima di me. «Esce con un sessantotto.»
Dalle altre parrucchiere si levarono alcuni grugniti di commiserazione.
«Che cosa sarebbe un sessantotto?» chiesi.
«Uno che vuole farselo succhiare» rispose Heather «ma non si degna di ricambiarti il favore. In pratica sarebbe un sessantanove, solo che lui è in debito di uno.»
(Lisa Kleypas, "Sugar daddy")

Che poi uno si chiede perché adoro la Women's Fiction... ;)


martedì 24 luglio 2012

La voce di Christopher

«Onoratissimo di fare la vostra conoscenza» disse Christopher. Aveva una voce bassa e profonda, un po’ roca in sottofondo. No, non "roca". Strafottente, piuttosto. Garbata, musicale... ma sotto sotto strafottente.

È così che Anna, dalle prime parole che Christopher si degna di rivolgerle, giudica la sua voce. 

E io come la giudico, la voce del mio bastardissimo protagonista? Beh, c'è una canzone che, quando l'ascolto, penso: ecco, è questa la sua voce. Per me, almeno, e quando sento quell'attacco, quando sento il primo verso:

Weekends on young and angry streets 

in quelle sei parole io sento parlare Christopher. Sicuro di sé, strafottente, ma con una certa malinconia di fondo che, nonostante tutto, me lo fa amare. 

La canzone è "Until the end", il cantante è Matthew Shadows, il gruppo è quello degli Avenged Sevenfold. 







sabato 14 luglio 2012

Liberté, Égalité, Fraternité


Lady Oscar, Andrè, e la rivoluzione francese.
Auguri, Francia!
Oscar: Domani, quando andrò con il mio reggimento a Parigi, è meglio che tu non venga, Andrè. Ti supplico di darmi ascolto: non puoi combattere in quelle condizioni.

Andrè: No, verrò con te, come sempre. Ormai è una vita che vengo con te in ogni occasione. Non posso certo cambiare adesso, ti pare?







martedì 10 luglio 2012

La teoria del Bonus Vitale


"Se mi consentite, esimi paracolleghi, vi esporrò la “teoria del Bonus” abbozzata da Cornelis Noon nella sua Terza Fase Manicomiale e da me sviluppata e perfezionata. Codesta teoria sostiene che a ogni essere vivente prima della nascita viene assegnato un Bonus di attività vitali, che lo accompagnerà nel suo cammino terreno.
Per fare un esempio, nel Bonus sono compresi:
trecentomila birre
un milione e diciassettemila starnuti
trenta viaggi all’estero
la possibilità di dire seicentosedicimila volte la parola “insomma”
seicentoventitré pediluvi
un milione di gelati
tre grandi amori
nove biciclette
seicentodue bagni di mare
sessanta litri di lacrime
quarantasei chilometri di spaghetti
trecentosettantamila errori d’ortografia
quarantamila cruciverba
tre uscite di strada a centoventi
tremila ore di poker
dieci milioni e settemila tra sigarette, sigari e tiri di pipa
sedici grosse disillusioni...
E così via per un totale di circa 1014 voci.
— E come avete calcolato la cifra? — chiese Siliconi.
— Ho detto “circa”. Mettiamo allora che Tizio sia trovato morto per uno scaramaccino, infarto, ictus. Il medico non avrà dubbi: è colpa del cuore trascurato, delle sigarette, dei trigliceridi. Nulla di più falso. Avrebbe potuto continuare a fumare e mangiare: la colpa è dello sforamento del Bonus! Lo scaramaccino è stato solo l’arma del delitto, come avrebbe potuto esserlo un incidente stradale, o lo sbranamento da parte di una tigre, o un vaso di fiori da un ottavo piano. Tizio è morto, ripeto, perché, un attimo prima dell’ictus, ha mangiato il miliounesimo gelato, o ha detto “insomma” una volta di troppo, o ha pianto una lacrima in più di quelle che gli erano consentite. Naturalmente, c’è chi nasce particolarmente sfortunato: se un tale ha come Bonus un solo starnuto o un solo litro dì latte, non gli servirà a nulla avere trecentomila scopate a disposizione."
(Da "Elianto", di Stefano Benni)

PS: detto questo, un dubbio mi assale: quanto sarà grande il mio bonus di cavolate?


venerdì 6 luglio 2012

Uno scrittore che dà calci nei denti

A volte in rete si trova della gran bella roba. Roba di gente che magari non è stata neppure pubblicata. Uno scrittore che mi piace molto si chiama Daniele Scarpati ed è un tipo che ha pubblicato solo due racconti con case editrici. Però sul suo blog mette un racconto di tanto in tanto, e quando lo fa è, per me, una grande emozione e un calcio nei denti. 

Sì, calcio nei denti. Perché i suoi non sono racconti adatti a tutti gli stomaci. Non provate neppure a leggerlo se, ad esempio, Palahniuk vi fa schifo. O se non sopportate di sentire parlare di degradazioni e abbruttimenti. Leggetelo invece se volete stare male e rimuginarci sopra per un po'. 

Nella mia personale hit parade vi consiglio di cominciare con questi:

Metropoli/put/tana
Inbound in love
Facebook e il rosa shocking
Domination Fail (che però non è più sul suo blog, peccato.)

domenica 1 luglio 2012

Canzoni dimenticate


Io amo la radio, che di tanto in tanto mi fa ricordare di canzoni dimenticate. Quelle canzoni canticchiate per un'estate, ma che poi, per strani motivi, non si ascoltano più.

Allora quindi è vero 
È vero che ti sposerai 
Ti faccio tanti, tanti cari auguri 
E se non vengo capirai 

Zero Assoluto, "Per dimenticare". Adorai questa canzone al primo ascolto, eppure l'ho risentita per sbaglio solo oggi, dopo millemila giorni in cui l'avevo, in effetti, dimenticata. 

E se la scelta è questa 
È giusta lo sai solo tu 
È lui l'uomo perfetto che volevi 
E che non vuoi cambiare più 

Ti senti pronta a cambiare vita 
A cambiare casa 
A fare la spesa e fare i conti a fine mese 
...
E tutto questo per amore 

Dice quello che tutti abbiamo provato prima o poi — il rassegnarsi alla perdita definitiva di un amore. Di solito si crede che scrivere — una canzone, in questo caso, ma forse vale in generale — significhi esprimere concetti nuovi. Forse è vero il contrario. Forse quando si scrive si trovano semplicemente parole nuove per esprimere concetti vecchi — i soliti, vecchi concetti che fanno parte di noi.

Se avessi più coraggio 
Quello che io ti direi 
Che quell'uomo perfetto che volevi 
Tu non l'hai capito mai 

Io sarei pronto a cambiare vita 
A cambiare casa 
A fare la spesa e fare i conti a fine mese 
...
E tutto questo per amore