venerdì 8 giugno 2012

Parola d'ordine: colpevolizzare

Si parla molto di un libro, ultimamente, che è “Cinquanta sfumature di Grigio”. L'attacco contro questo libro  è preventivo, perché l'argomento è di quello tosto: BDSM e sottomissione. E visto che la sottomissione, nel libro, è di una donna verso un uomo, apriti cielo. Avesse parlato di un gay, di una lesbica, di un uomo eterosessuale a cui piace essere dominato, nessuno avrebbe avuto niente da ridire. Ad esempio, nel suo “The Sleeping Beauty Trilogy”, Anne Rice alla sottomissione della bella affianca anche quella del principe. Ottima pensata, che di questi tempi non si sa mai.

Non ho troppa voglia di fare un post serio. Che le fantasie di sottomissione possano liberare da alcune inibizioni sociali e/o culturali, è risaputo. Cedendo il controllo, si cede la responsabilità, e per alcuni (senza distinzione di genere) questo serve a superare blocchi al raggiungimento del piacere sessuale.

Eppure la colpevolizzazione delle donne che leggeranno “Fifty shades of Grey” è già cominciata, e probabilmente si inasprirà nei prossimi giorni. Poveracce, sfigate, schiave, anche un po' fasciste, vittime (ma anche carnefici, perché no?) della cultura patriarcale.

In una parola, casi patologici.

La maggior parte delle donne leggerà il libro di nascosto (evviva gli ebook!) e poi negherà di averlo letto. Oppure dirà “che schifo, che orrore!”, anche se magari così brutto non lo trova. Ma l'indignazione è d'uopo, nevvevo?

Leggere questi giudizi tranchant mi ha fatto innervosire, lo ammetto. Mi dà fastidio che proprio delle donne attacchino il sacrosanto diritto di altre donne a superare i propri blocchi come meglio possono. Ma oggi, mentre dormicchiavo davanti al pc del lavoro, ho avuto un'intuizione. Anzi, un ricordo: ed è il monologo di Steve in Coupling (una serie BBC di qualche anno fa) quando non riesce a masturbarsi per motivi medici in una clinica. E prova a spiegare alla sua ragazza il perché.

"Non è colpa mia, Susan! Dà un'occhiata a questo posto. È troppo asettico, non va bene. Non è assolutamente adatto per masturbarsi. La masturbazione dovrebbe essere una cosa sporca e cattiva. Un'attività segreta. Bisogna farlo da soli, di nascosto, e dopo negare di averlo fatto. Ci si deve sentire colpevoli. È una delle ultime forme di colpevolezza del tutto certa che restano all'uomo! 
Dai, guarda questo posto. Guarda questo pazzi che cosa hanno fatto. L'hanno fatto diventare un ufficio addetto alla masturbazione. C'è addirittura la reception. Non può esserci la reception nella masturbazione!
Insomma, hai capito che cosa mi chiedono di fare qui dentro? Riesci a renderti conto dell'assurda follia di questo posto? Praticamente mi chiedono di masturbarmi per una GIUSTA CAUSA! 
No. No, Susan, io ti imploro. Imploro tutte le donne del mondo per l'interesse di tutti gli uomini. Non privateci del senso del peccato della masturbazione!"

Il monologo è qui sotto, al minuto 11:30. 



E allora evviva il senso del peccato, e grazie a tutti quelli che si impegnano perché esista sempre. Grazie a chi colpevolizza. Grazie a chi giudica con disprezzo. Grazie ai mai stanchi guardiani della morale, siano essi travestiti da bigotti o da liberatori.

Grazie a voi tutti, di cuore.


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