lunedì 28 maggio 2012

New bathbook

"Tyler," Harmon said briskly in greeting. "Something you wanted, or you just stop by to socialize?"

Oggi mi è finalmente arrivato "Courting Miss Hattie", che avevo ordinato dall'America un paio di settimane fa. Scoperto grazie al blog di Weirde, dapprima l'ho letto in digitale, poi l'ho voluto su carta.

Ebbene sì: è un nuovo bathbook

Ho amato questo libro, e stranamente non per i suoi protagonisti, che ho trovato troppo posati, troppo disposti a scendere a compromessi, perfino troppo tonti — Reed Tyler, sveglia, ragazzo mio!

Sono stati due personaggi secondari a colpirmi: Bessie Jane, che cerca di adattarsi in scatole che altri hanno preparato per lei, e Harmon Leege, di cui mi sono completamente, assolutamente, cuoricinamente innamorata.

"The real world is not some romantic fantasy with brave knights and castles in the air," Bessie Jane said. "These days, a woman has to think of the practical things."
"Who's speaking now, Bess?" Harmon replied. "Not the sweet girl I once knew. It sounds more like a tired old shopkeeper who sees life more in dollars and cents than hearts and flowers."

sabato 19 maggio 2012

Costa meno un litro che un dottore in psichiatria

"Tornano i sorrisi, basta che paghi", dice una canzone degli Assalti Frontali, e ogni volta che l'ascolto penso alla mia città — così sorridente con i turisti, così sorridente con i banchieri, così sorridente con i vigilantes che scacciano i venditori ambulanti dalle spiagge.

Nella mia città tornano i sorrisi, basta che paghi. 

Ma c'è un'altra canzone che mi ricorda Rimini. Forse perché è una canzone che solo chi abita qui ha potuto sentire. Una canzone che io conobbi durante una passeggiata notturna su una spiaggia, quattro anni fa. Una canzone con ritmo valzer, che dice: 

Meglio di uno zoo 
Questa gradevole osteria 
Alzo il mio boccale 
In faccia a chi mi vuole male 
Costa meno un litro 
Che un dottore in psichiatria 
Se piango bevo un'altra grappa 
Che scende e scioglie 
Questo groppo nel cuore 



giovedì 17 maggio 2012

Tagliare, tagliare!

Io sono una di quelle che non butta mai via niente. Giocattoli, abiti, vecchie scarpe. Nell'armadio ho un milione di cose che non uso più. Non riesco a liberarmene. Le prendo in mano, le infilo in un sacchetto di nylon... e le ritiro fuori, rimettendole al loro posto.

Non ce la faccio.

Quando si scrive un libro si deve buttare via, invece. Non c'è alternativa; ogni parola è un piezz'e core, ma se in quel dialogo non ci sta, se spezza il ritmo, se è bellissima ma inadatta... allora, ZAC!, tagliare.

Lemonade, per dirne una, in prima stesura era di 650 pagine. ZAC! Tagliato.

Ma si soffre, a tagliare. Per esempio, ieri ho dovuto eliminare una frase dal romanzo che sto scrivendo. (Sì, proprio da quello, il romanzo carbonaro.) Una frase che a voi farà un po' schifo, ma a me piaceva, perché rivelava qualcosa del protagonista.

Ricordate, però. Io non butto mai via niente. E allora la scrivo qui, la frase. E chissà che prima o poi non trovi un'angolino anche per lei.

"Johnny ridacchiava ancora, ma essere preso in giro da lui non dava particolare fastidio ad Adam. Era come se la vita, per qualche istante, potesse davvero essere così semplice."



venerdì 11 maggio 2012

Ognuno ha i suoi (piccoli) problemi

"IL VERO AMORE È SOLO A UN PASSO DA TE!", mi assicura un'email arrivata oggi. Sì, avete indovinato. Spam. Certe cose te le dice solo lo spam — e solo quando ti scambia per un uomo che ce l'ha piccolo. Errore di target, senza dubbio. Ma non ridacchiate: in verità è un peccato che io non possa usufruire del loro meraviglioso sistema di Penis Enlargement. E questo vale anche per voi — beh, per quasi tutti voi. Infatti, "Free trial Men's Supplement" ha la ricetta della vera felicità. Non solo grazie a una "decent size" i bulli diventano amiconi, come mi fa sapere John: 

"My friends never called me Little John in the lockroom anymore, its now Big John." 

Ma anche l'amore è finalmente alla portata di tutti:

"True love is only a step away." 

Love. TRUE Love. Non so perché, ma qualcosa mi sfugge...


giovedì 3 maggio 2012

Romanzo carbonaro


Giuramento carbonaro
Quando si pensa ad uno scrittore, in genere, ce lo si immagina seduto a una scrivania, con davanti una finestra da cui si vede il mare. Le tendine leggermente mosse dalla brezza, il silenzio interrotto solo dal verso dei gabbiani, la luce che illumina i tasti della vecchia macchina da scrivere.

Io scrivo in ufficio, di nascosto, cercando di non farmi scoprire dal capo. Le pareti verdi, l'aria viziata, i colleghi che strillano e i telefoni che suonano. D'accordo, scrivo anche la sera, a casa. Ed è quando si fanno le due di notte davanti al pc  —  quando non ho cuore di abbandonare i personaggi a metà di un capitolo  —  che sospiro e penso: "vorrei poter vivere della mia scrittura".

Ah!

Sì, beh, in effetti non è il massimo dell'originalità. E per di più è un sogno irrealizzabile — e non solo perché sono una scrittrice scarsa, perciò smettetela di ghignare dietro il video. Irrealizzabile perché con la pirateria culturale diventerà sempre più difficile, per un autore, vivere di copyright. (Anche per un autore non scarso, cioè.)

Ma voi già sapete come la penso in materia. Amante delle contraddizioni, io sto con i pirati, senza se e senza ma.

«La pirateria sarà la fine della cultura!» tuonano gli apocalittici. «Non capisci che così potrà scrivere solo chi avrà i soldi?»

No, non lo capisco. Non lo capisco perché è falso. Per noialtri comuni mortali esisterà sempre la scrittura carbonara, per quanto pericolosa e decisamente non protetta dall'art.18. Esisterà la scrittura notturna, per quanto l'aspetto vampiresco che regala non diventerà mai l'ultimo grido in fatto di look. Ed esisteranno altri mille trucchi per scrivere, basterà cercarli.

Io ho intenzione di trovarli tutti. Non potrò mai vivere di scrittura, e va bene così. Perché c'è solo una cosa peggiore di un mondo dove solo i ricchi possono scrivere  —  ed è un mondo dove solo i ricchi possono leggere.