domenica 29 aprile 2012

La sottile linea


"Il personaggio di Christopher “lavora” sul lettore, scava nel suo animo, turba la sua coscienza, sconvolge i metri di giudizio che abbiamo, li mette in discussione, ci porta a pensare: quali limiti hanno — se ne hanno  —  le nostre azioni ottenebrate dall’astio?"

Endimione di Bostonian Library ha colto un interrogativo che con Lemonade in effetti volevo porre. E ce n'è anche un altro: ovvero, se è così facile comprendere Christopher e provare empatia per lui, allora quanto è sottile la linea che separa il bene dal male, anche per noi? 

A voi la risposta; io me la sono data, e l'ho accennata qui

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