lunedì 30 aprile 2012

Sotto la pelle

Mary Wollstonecraft

Quando si scrive un romanzo storico ci si imbatte in un sacco di notizie — e vite — interessanti. Si scopre ad esempio che James Barry (1789 – 1865), chirurgo militare, era in realtà una donna.
Si scopre che Nadezhda Durova (1783 – 1866) era un'ufficiale dell'esercito russo.
Si scopre insomma che, al di là di un'iconografia che ci mostra le donne dell'Ottocento in casa a cucire, obbedire, fare figli, c'era di più.

C'è sempre di più.

domenica 29 aprile 2012

La sottile linea


"Il personaggio di Christopher “lavora” sul lettore, scava nel suo animo, turba la sua coscienza, sconvolge i metri di giudizio che abbiamo, li mette in discussione, ci porta a pensare: quali limiti hanno — se ne hanno  —  le nostre azioni ottenebrate dall’astio?"

Endimione di Bostonian Library ha colto un interrogativo che con Lemonade in effetti volevo porre. E ce n'è anche un altro: ovvero, se è così facile comprendere Christopher e provare empatia per lui, allora quanto è sottile la linea che separa il bene dal male, anche per noi? 

A voi la risposta; io me la sono data, e l'ho accennata qui

martedì 24 aprile 2012

Avete voglia di piangere?


Era una domanda retorica. Certo che ne avete voglia! 

Vi segnalo allora il primo episodio della seconda serie di Sherlock (BBC), con il quale i goccioloni sono assicurati. Devo ammettere che avevo deciso di non guardarla, questa seconda serie, nonostante la prima non mi fosse dispiaciuta. È che era mancato l'innamoramento, capite? Quel "click" che ti fa dimenticare tutti i difetti della trama, perché ti perdi nell'adorazione di un carattere o di una situazione.
Poi su Facebook un'amica virtuale ha condiviso un video dedicato al cattivo della serie, Jim Moriarty.


Non è un tesoro? Avrete forse capito della mia passione per i cattivi, per la loro complessità e, soprattutto, per la loro spiccata autoironia — autoironia in genere assente nei buoni, che risultano perciò dannatamente irritanti. 

Tuttavia la puntata dedicata all'adorabile Jim (la terza) non mi è piaciuta. Troppi momenti WTF. E a dirla tutta, Sherlock mi è sembrato un po' ottuso. La prima puntata, invece... Mettiamola così: se credete di essere induriti dalla vita; se temete di aver prosciugato i condotti lacrimali perché al momento del sì di vostra cugina (al suo terzo matrimonio, ma che importa?) non avete sentito neanche un pizzicorino al cuore; se insomma l'ultima volta che avete pianto è stato quando vostro fratello vi ha rubato l'ultimo budino al cioccolato dal frigorifero — beh, guardatevi  "A scandal in Belgravia" , poi ne riparliamo.


domenica 22 aprile 2012

Your very impressions


Mi piace leggere le impressioni su Lemonade che lasciate su aNobii. E vorrei perciò ringraziarvi una per una, e proverò a farlo con questo post. Non riporterò le recensioni delle blogger, che ho già linkato alla pagina ufficiale del romanzo. Riporterò le vostre parole, invece. Le parole di chi ha letto Lemonade perché cercava qualcosa. Trovandolo? Beh, forse. O forse no.

Prima di tutto grazie a Built56, che ha lasciato la recensione più breve, ma che mi ha fatto molto, molto sorridere: "Meraviglioso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1", dice, e vi devo confessare che ricevere il primo "1" (uno) mi ha emozionato.

Venereliberata scrive: "Mi è piaciuto molto lo stile dell'autrice, il modo in cui riesce a comunicare al lettore le emozioni dei protagonisti". Grazie, Venere! E grazie anche a Naamah, che aggiunge: "Tutte le situazioni e i sentimenti sono descritti in maniera perfetta, dalla violenza alla tenerezza, dall’odio all’amore, dall’umorismo all’ostilità, dalla dolcezza all’acredine"

Fren è più severa. Dice che "il punto forte di questo libro è l’uso accattivante dell’ironia", poi muove alcune critiche, tutte accettabili... tranne una :) Secondo lei "il linguaggio è troppo contemporaneo rispetto all'epoca in cui si svolgono i fatti", e io non sono d'accordo. Il motivo lo spiego qui.


Coraline88 scrive una recensione lunga e spassosa. Dice che Lemonade le è sembrato "intenso e magnetico", e aggiunge: "come Anna il lettore proverà per Christopher odio, paura, pietà, tristezza, amore". Sono contenta che tu sia riuscita a vivere la parabola di Anna insieme a lei, Coraline!

Titania dice di aver letto Lemonade "con la musica adatta in sottofondo", e io vorrei tanto sapere qual è, questa musica... 

Genni scrive: "una storia d'amore violenta, costellata di colpe, umiliazioni e perdono". Un riassunto semplice ed esaustivo. Avrebbe potuto stare in quarta di copertina :)

Infine Adele30 dice quello che forse mi ha fatto più piacere in assoluto: "Emozionante... un libro dove è difficile riprendersi dopo". Era quello che volevo, cara Adele. Volevo farti male. Volevo farti arrabbiare, piangere, ribollire il sangue, e farti ridere di felicità e di sollievo: volevo tutto questo, perché credo che le emozioni siano tutto quello che abbiamo. 

Grazie a tutte voi, ragazze!


domenica 15 aprile 2012

Don't clean up this blood



"Dalla repressione si passa al sadismo, i corpi svenuti delle vittime vengono ammassati seminudi uno sull’altro, i volti dei prigionieri marchiati col pennarello e degradati ad animali (il manifestante costretto ad abbaiare a quattro zampe), le parti intime delle donne molestate e esibite, fino alla sequenza più nauseante, quella di una donna in divisa che impedisce alla ragazza arrestata e torturata di pulirsi dal sangue e dall’urina." 

Non andrò a vedere il film "Diaz - Don't clean up this blood" in questi giorni nelle sale. Non ci andrò perché sono una codarda, e quelle scene mi scorrerebbero davanti agli occhi per giorni e giorni. A Genova, il 21 luglio 2001, c'ero anch'io. Ricordo quel pomeriggio, e il caldo che faceva. E ricordo che, dopo una carica che ci aveva messo in fuga, stavo ferma su un molo guardando la polizia arrivare da cielo, da terra, da mare. Biblico, pensavo, e mi sembrava quasi un film, con il rumore degli elicotteri sopra la testa, le motovedette in mare, il fumo che si alzava all'orizzonte. 
Fu il caso, o la logistica, o la cieca fortuna, ma nessuno venne su quel molo a manganellarci. Nella confusione delle notizie urlate e frammentarie, con i telefoni in tilt, a un certo punto si sparse una voce: «Non fanno ripartire i pullman, siamo bloccati qui!»
«E come si fa?»
Nuove telefonate, nuove urla, nuovi contatti. «Possiamo passare la notte in una scuola qua vicino. Si chiama Diaz.»

Il pullman, alla fine, partì. 

Mi chiedo cosa sarebbe successo se ci fossimo andati, alla Diaz. E mi chiedo come sarei diversa oggi, se avessi vissuto una simile esperienza. 

Me lo chiedo, e poi penso a chi alla Diaz c'era, e a quanto la sua vita possa essere cambiata dopo quella esperienza.


Non andrò a vedere il film in questi giorni nelle sale. Non ci andrò perché sono una fottuta codarda, e quelle scene mi scorrerebbero davanti agli occhi per giorni e giorni. Ma se voi avete lo stomaco, andateci. Perché in un attimo i diritti possono finire, le vite cambiare, i pullman non partire.



venerdì 13 aprile 2012

Dai, facciamoci fregare


Dicono che il vero amore possa nascere solo in inverno, quando tutto cospira contro di lui. Perché in primavera innamorarsi è troppo facile. Il sole, gli alberi vestiti a festa, gli ormoni che dopo il letargo si risvegliano e si guardano intorno. E così in ufficio troviamo interessante il vicino di scrivania che parla di playstation, o in fila alla banca sbirciamo l'impiegato dallo sguardo vitale come uno scaldabagno.

Niente da fare, la primavera è ingannevole e per questo molte donne, al ritorno dell'inverno, la citano per danni. Perché il vero amore nasce nel freddo, nell'arido, nel grigio di una mattina di novembre, quando non ti passa neanche per l'anticamera del cervello di prenderti una sbandata — ma ecco che ti cade addosso, sbum, e non puoi farci niente, perché è lui, lo sai, e sarà sempre lui, con qualunque clima. 

Però... però l'amore che ci fa vedere più bello il mondo, ecco, quel tipo d'amore lì c'è solo in primavera. E allora lasciamoci fregare, dai. Per una volta ancora.




sabato 7 aprile 2012

Bottega (al) Verde




Bottega Verde ha finalmente aderito allo standard "non testato su animali"... e io come prima cosa mi sono fiondata nel loro negozio a spendere qualcosa come cento euro (eurocento/€ 100/Euro Cento).

Sono tornata a casa adesso, con le mani piene di nuovi tubetti — cremine mascara rossetti e belletti — e mi chiedevo: scrivo loro per ringraziarli, o per maledirli?


martedì 3 aprile 2012

Avevo capito tutto



"Avevo 42 anni.
Non permetterò mai a nessuno di dire che questa
è l’età più bella della vita.
Anche perché chi volete che lo dica."
VINCENZO MALINCONICO


Ho letto un libro che, come spesso accade, mi ha innervosito. (Sì, per chi non l'avesse capito — ma davvero c'è qualcuno che non l'ha ancora capito? — ho un caratteraccio.)

Il libro in questione mi ha innervosito perché è un buon libro, originale, scritto con arguzia. Ma  —  dannazione!  — da circa metà in poi il protagonista si trasforma in un insopportabile Gary Stu. Da uomo sensibile e perdente, Vincenzo Malinconico diventa un vittorioso e irritante macho-man: le donne gli cadono ai piedi, la camorra gli cade ai piedi, il mondo gli cade ai piedi.

Perché l'autore mi ha fatto questo?


domenica 1 aprile 2012

Domenica pomeriggio





Quando ero bambina, "domenica pomeriggio" significava andare in giro per parenti. Non so se funziona in questo modo anche per le famiglie del nord, ma per quelle del sud è una legge non scritta, quasi una consuetudine tribale. Così mi toccava seguire i miei genitori nella casa ora di uno, ora di un'altro.

Immancabilmente mi portavo dietro un libro.

«Sempre a leggere! Sempre a leggere!»

Era un atto riprovevole. A volte il biasimo si limitava alle parole, a volte agli atti – «Dai, dove me l'avete nascosto?». Spesso cedevo, abbandonando il mio amico di carta su una poltrona – ma con un senso di perdita, come se stessi sprecando il mio tempo. Non che i miei cugini fossero così male, ma leggere era meglio. Pensavo  – e in qualche modo lo penso ancora – che la "vita vera" fosse parecchio sopravvalutata. Pensavo che la vita vera, semplicemente, non si dimostrasse all'altezza.

Ancora non mi sono convinta del contrario.