venerdì 24 febbraio 2012

Come sta andando?

Mi ero ripromessa di ricominciare a scrivere, nell'anno nuovo. Come sta andando?

Diverse cose mi hanno tenuto lontana dalla scrittura. La tensione per Lemonade, in primis. Forse voi sottovalutate la paura che può avere uno scrittore di ricevere una stroncatura. O meglio, sottovalutate la paura che ho io di ricevere una stroncatura. Sono arrogante e insicura nello stesso tempo: vincere, per me, è l'unico risultato possibile. Quando mi capita di fallire - cosa che a volte, inspiegabilmente, capita - ci rimugino per settimane. (Poi mi corazzo di giustificazioni e riverso la colpa su Teddy, ma non divaghiamo.)

Superato lo scoglio Lemonade ne ho trovato un altro: un progetto già cominciato, che era Lo zoppo di Coxton. Mi sarebbe piaciuto terminare quel romanzo, ma i personaggi - che pure amo - non collaboravano. Li mettevo in una stanza, e loro non si parlavano. Che stronzi.

Allora sono passata ad altro. A un romanzo tutto nuovo, con personaggi tutti nuovi.
Come sta andando?
Bene. Mi sembra bene.
Da fine dicembre fino a metà gennaio mi sono documentata. Cioè, ho spolverato un po' di documentazione, che approfondirò alla fine della prima stesura. Da metà gennaio ho cominciato a scrivere.
Ad oggi, quattordici capitoli sono impostati nei particolari. Gli altri tredici (stima iniziale destinata a salire, visto la logorroicità che mi contraddistingue) sono appena abbozzati.

Insomma, tutto sommato sono soddisfatta. Spero, nei prossimi tre-quattro mesi, di terminare la prima stesura. Poi la chiuderò nel cassetto e mi prenderò un mese per:
1) approfondire lo studio del periodo storico
e
2) leggere narrativa, in particolare gli autori di cui amo lo stile: Daniel Pennac e Chuck Palahniuk.
Perché io durante il giorno lavoro, e la sera il tempo è quello che è. Se scrivo, non leggo; o leggo quelle dieci pagine prima di spegnere la luce, in modo non viscerale e distante, come in una relazione abitudinaria tra amanti. E così, a me, non basta.

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